Silvia Pandini: una logopedista bionica

5' di lettura 01/12/2019 - Chi ha stabilito che un disabile manca di qualcosa? Il corpo si espande su altri fronti, non si ferma alle limitazioni, le sutura e crea nuove abilità.

Silvia Pandini è sorda dalla nascita di grado medio-grave. Si è laureata in logopedia e lavora come logopedista nel suo studio privato e nella scuola Magarotto, dove fa terapia agli studenti sordi. Per cinque anni è stata docente di teoria nei corsi LIS dell’Istituto di via Nomentana in Roma. Da qualche anno è relatrice nei convegni la cui tematica principale è la sordità.

1. Cosa significa per te essere sorda?
Essere sorda significa avere una caratteristica che ti costringe a vivere in un modo differente, a mettere in moto tutti gli altri sensi, a renderti conto che non è solo una mancanza sensoriale, bensì una percezione particolare di quello che ci circonda. Sai cosa significa essere in difficoltà e questo ti predispone solitamente all’empatia con tutte le fragilità umane.

2. Hai ricevuto un’educazione di tipo bilingue?
No. Sono nata con una sordità medio-grave che non preclude pienamente il mondo dei suoni, ma lo rende poco intellegibile, per cui in tenera età parlavo anche se in modo incomprensibile. Tardivamente, poi, sono stata rieducata da una brava logopedista grazie anche all'utilizzo degli ausili protesici.

3. Hai incontrato delle difficoltà lungo il tuo percorso scolastico?
Ho vissuto un percorso scolastico discontinuamente tortuoso. Sono passata dall'ottenere borse di studio e menzioni come alunna virtuosa all'essere “minacciata” di bocciatura per le troppe assenze. Per fortuna sono stata salvata da alcuni bravi insegnanti e dall'amore per la lettura e per la conoscenza. Purtroppo la sordità è una condizione invisibile e spesso viene ignorata o sottovalutata.

4. Perché hai scelto di diventare logopedista?
Credo di averlo scelto ai tempi delle scuole elementari, quando mi divertivo a far finta di essere una maestra con i bambini del vicinato. Inoltre in classe avevo la predisposizione a replicare l'aiuto ricevuto dall'insegnante di sostegno e dalla logopedista con i miei compagni in difficoltà. Dagli 11 ai 17 anni, a causa di protesi non adeguate (che non utilizzavo per frustrazione), alla non accettazione della sordità e alle criticità comunicative, ho vissuto un periodo di irrequietezza. In seguito, grazie a protesi all'altezza delle mie esigenze, sono tornata a fare ciò che da bimba avevo amato, ossia cercare di aiutare gli altri come era stato fatto con me. Nei libri apprezzavo molto le storie dei pionieri e credo di essermi in un certo qual modo ispirata a queste figure e alla mia famiglia che non ha mai rinunciato a farmi sentire in grado di affrontare ogni battaglia.

5. Di cosa ti occupi presso l’ISISS Magarotto di Roma?
Mi occupo da tre anni di un laboratorio logopedico, attraverso il quale gli studenti sordi possono migliorare le proprie abilità: trovare lo stimolo per accrescere le proprie competenze comunicative anche in lingua verbale, conoscere l'utilizzo funzionale della voce e gli strumenti per apprendere più efficacemente in ambito scolastico. Insomma offro un servizio che, a mio avviso, sarebbe utile non solo in ambito strettamente collegato alla sordità. Visto il tasso preoccupante di alunni con difficoltà di vario genere, lo inserirei anche a supporto della scuola.

6. LIS e disabilità comunicative: quali prospettive?
La LIS si è dimostrata molto utile per recuperare diverse disabilità comunicative: ha trovato applicazione non solo nella riabilitazione della sordità ma anche nel caso dell'autismo, delle disprassie verbali, delle sindromi di Down e delle afasie.

7. La Lingua dei Segni può essere di supporto nell’acquisizione della lingua parlata in bambini impiantati?
Assolutamente sì. Difficilmente si ha una sordità pura e la LIS si rivela utile nel recupero delle difficoltà prassiche, molto comuni tra i sordi. Quindi l'utilizzo delle mani, del suono e del significato danno una marcia in più all'apprendimento della lingua verbale.

8. Quale futuro per la LIS alla luce dei più recenti progressi in ambito scientifico e tecnologico?
La LIS si rivela fondamentale a seguito della scoperta dei neuroni a specchio, implicati anche nello sviluppo del linguaggio: la riproduzione e l'apprendimento dello stimolo si attivano più facilmente e velocemente qualora esso si presenti con suono, movimento e significato in sincronia rispetto alla presentazione in modalità separate (ossia solo suono o solo movimento).

9. Quali sono, ad oggi, i diritti negati alle persone sorde?
Fondamentalmente i diritti negati sono quelli legati alla partecipazione e all'accessibilità. Ogni tipo di sordità ha necessità proprie e anche chi ha l'impianto o le protesi si ritrova spesso a sperimentare gli ostacoli che una società non inclusiva e non predisposta ci pone. È quindi importante per noi che siano riconosciuti quelli che sono gli strumenti fondamentali per una maggiore inclusione sociale: la LIS, ausili protesici alla portata di tutti (con i soldi che ho speso di tasca mia ad oggi per le protesi acustiche avrei potuto avere da parte l'anticipo per acquistare una casa), trasmissioni televisive sottotitolate a regola d’arte, l'aggiunta di segnali visivi quando ce ne sono solo di sonori, eccetera.

10. Qual è il tuo motto?
Fidati del tuo intuito.


di Michele Peretti
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 01-12-2019 alle 09:17 sul giornale del 02 dicembre 2019 - 4101 letture

In questo articolo si parla di scuola, cultura, roma, riabilitazione, parole, studio, diritti, LIS, suoni, movimento, logopedia, sordi, articolo, Michele Peretti, udenti, Magarotto, teoria, neuroni specchio, intuito

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/bdvc





logoEV
logoEV