Cratere sismico: cambia il CAS. Nuovi criteri e minori contributi

3' di lettura 30/11/2019 - Dopo la nuova Ordinanza 614 della Protezione Civile, i Comuni si organizzano.

A distanza di circa tre anni dagli eventi sismici del 2016, la ricostruzione ed il ritorno alla normalità per gli abitanti delle zone terremotate procede a rilento. Nella regione Marche sono più di 24 mila le persone che percepiscono ancora il “Contributo di autonoma sistemazione”, comunemente chiamato Cas, nella provincia di Fermo sono circa 2000. Questi dati, negli ultimi mesi, sono leggermente calati, a seguito dei lavori di ricostruzione iniziati nelle abitazioni di grado “B”, ma sono ancora molti cittadini che non sono rientrati nelle loro dimore. Nella zona dell’alto fermano sono parecchi gli edifici danneggiati ed i cantieri per le categorie “E” (il grado di danno maggiore) sembrano ancora lontani.

La situazione si appresta a subire ulteriori cambiamenti con la nuova ordinanza 614: emessa dal capo del dipartimento della Protezione Civile Nazionale, Angelo Borrelli, è stata emanata nelle scorse settimane e andrà a modificare i criteri per la concessione del Cas. Il testo ha l’obbiettivo di snellire le prassi burocratiche e le procedure delle Amministrazioni comunali relative al riconoscimento delle misure di assistenza, mira ad incentivare l’individuazione di autonome sistemazioni, concedendo anche un contributo forfettario per l’acquisto di una nuova casa o di un contributo per il canone di locazione, così da salvaguardare il tessuto sociale delle comunità colpite dal sisma, restituendo alle strutture ricettive la loro finalità turistica.

Entro 120 giorni dalla pubblicazione dell’Ordinanza, i nuclei familiari beneficiari del CAS dovranno presentare ai Comuni di appartenenza una dichiarazione che dimostri il diritto al contributo. Tale dichiarazione dovrà attestare che i proprietari di immobili danneggiati abbiano provveduto alla presentazione, presso gli Uffici per la ricostruzione, della documentazione necessaria alla ricostruzione privata, inoltre di non possedere un immobile idoneo all’abitazione prima degli eventi sismici; di non essere rientrati nell’abitazione danneggiata dal sisma e di non aver trasferito fuori Regione la residenza o il domicilio e quindi di possedere il requisito della dimora nell’abitazione principale, infine di non aver provveduto a trovare altra sistemazione con carattere di stabilità e non usufruire di un alloggio di servizio messo a disposizione dell’Amministrazione locale. Qualora non si presterà la dichiarazione o non saranno soddisfatti i requisiti necessari, il diritto al contributo di autonoma sistemazione decadrà.

L’Ordinanza 614 prevede, inoltre, un contributo forfettario mensile, da parte dei Comuni, in sostituzione al Cas, qualora venga stipulato un contratto di compravendita di un’unità immobiliare entro 12 mesi dalla pubblicazione dell’ordinanza. Coloro che, prima del sisma dimoravano con regolare contratto di locazione o comodato d’uso in un’abitazione danneggiata e che si siano trasferiti in un'altra sistemazione, potranno continuare a percepire il Cas allegando l’autocertificazione del proprietario di aver depositato domanda di contributo di ricostruzione. Qualora la domanda di ricostruzione del proprietario non fosse stata presentata, i Comuni riconosceranno ai nuclei familiari, in sostituzione al Cas, un contributo forfettario minore e nel caso in cui la sistemazione temporanea sia a titolo gratuito, il Cas sarà dimezzato.

Viste le nuove variabili e modifiche burocratiche, diverse Amministrazioni locali si stanno organizzando, informando i cittadini, spiegando ed illustrando loro i cambiamenti che sono stati apportati. Con tale Ordinanza cambiano i criteri per percepire il Cas, con l’obbiettivo che la macchina della ricostruzione possa viaggiare più spedita, con la speranza che la situazione migliori e si riesca a guardare verso il ripristino definitivo.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11-2019 alle 12:12 sul giornale del 01 dicembre 2019 - 2106 letture

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