Nuova veste all’Ex Scuola Betti. Inclusione sociale, animazione culturale e turismo ricettivo.

4' di lettura 07/11/2019 - Fermo: L’Avviso Pubblico per la Selezione di Progetti Sperimentali di Innovazione Sociale non faceva in tempo ad uscire che il Comune di Fermo si metteva subito in gioco con la sua idea progettuale risultata vincente. Entro la fine dell’anno la firma della convenzione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per la fase n.2. Sognando la riuscita del terzo step tre le ipotesi di replicabilità: Montepacini, Lido Tre Archi, Casina delle Rose.

Lo spazio Betti reso inagibile dal sisma del 2016 ha molte potenzialità. Esso collega la Fermo storica, turistica e culturale alla Fermo moderna. Lo spazio Betti è vitale. Il Comune, insieme a partner quali Coop. Soc. Nuova Ricerca agenzia RES, Wega impresa sociale e a sostenitori quali Regione Marche-Servizio Attività Produttive, Lavoro, Istruzione, Università Politecnica delle Marche, Fondazione Carifermo e Gal Fermano, questo lo sa bene. Donde la candidatura in tempi record per un bando innovativo non solo dal punto di vista strutturale (visti i suoi tre step) ma anche perché, come osserva Fabio Ragonese dell’Ufficio Progetti Speciali del Comune, per la prima volta il concetto di innovazione sociale viene presentato dal Governo unitamente al concetto di impatto sociale.

“Ci siamo candidati”, spiega il sindaco Calcinaro, “per avere innanzitutto il finanziamento per la progettazione, successivamente vi saranno altri due step, uno per la realizzazione sperimentale dell’investimento progettuale e l’altro per replicare in un altro sito (sempre all’interno del comune) questa progettualità di innovazione sociale”. Di che progettualità si tratta? L’idea è quella di riqualificare e rifunzionalizzare l’edifico dell’ex scuola media in chiave polifunzionale partendo, come illustra il sindaco, dal cardine della recettività. Interventi dunque finalizzati ad attivare al suo interno un ostello con circa 50 posti destinato ad un turismo giovanile e scolastico; ma anche spazio co-working, spazio Fab-Lab ed attività di ristorazione.

“Detta progettualità”, ricorda il sindaco, “per essere ammessa a finanziamento doveva essere valutata dal partner privato come sostenibile rispetto ai finanziamenti messi in campo nel bando e rispetto all’attività di tipo economico strutturata nel sito”. Dunque, un bando a sportello con una scadenza (maggio 2020). Un progetto presentato in data 26 giugno 2019. Un Comune, Fermo, tra i primi ad essere valutato insieme ad altre 12 realtà italiane. Delle tredici realtà, sottolinea Calcinaro, a ricevere il finanziamento ( per il primo step di 150.000) sono i Comuni di Fermo, Padova e Torino. Escluse le città di Bari, Genova, Bologna, Milano, Salerno, Cuneo, Chieti e Caltanissetta. Assolutamente percettibile la qualità del lavoro svolto e l’importanza della strada intrapresa. “Aver superato la prima fase con un livello di selezione così alto dà una proiezione matematica di quasi certezza rispetto al finanziamento della seconda fase”, dice fiducioso il sindaco, “ un gran bel successo per la città, uno stimolo in più per lavorare e una bella prospettiva per un immobile che rischiava di rimanere l’ennesimo scheletro”.

Un primo anno pertanto di elaborazione della proposta progettuale e di studio della fattibilità dopodiché, spiega più nel dettaglio Ragonese, interverrà il soggetto valutatore che consentirà di sperimentare con un finanziamento pari a 450.000 il progetto proposto, fino a giungere alla terza fase ( 1.000.000,00) che riguarderà la sistematizzazione dei risultati attraverso la possibilità di replicare questo progetto in un contesto diverso e più ampio. Ciò a voler sperimentare la capacità di un investimento di produrre un impatto moltiplicatore su tutto il territorio.

Orgoglioso anche l’assessore Scarfini nel vedere concretizzata un’idea amministrativa presente sin dall’inizio per il recupero di un edificio emblema di Fermo sito nel cuore del centro storico; edificio che grazie alla sua recettività potrebbe poi risolvere il problema del turismo mordi e fuggi.

Di progetto ambizioso parla anche Alessandro Metz dell’agenzia Res. “Uno spazio in più per la città dove poter fare animazione culturale, teatrale, musicale, di sperimentazione e di incontri”, dice, “un ostello ma anche un paio di piccoli appartamenti adibiti a residenza teatrale per grandi compagnie in cambio, perché no, della prima nazionale”.

Dal lato studenti è la prof.ssa Moretti della Politecnica delle Marche ad apprezzare le opportunità di contatto con le realtà del territorio e il coinvolgimento attivo che l’ambizioso progetto offre.






Questo è un articolo pubblicato il 07-11-2019 alle 16:55 sul giornale del 08 novembre 2019 - 1213 letture

In questo articolo si parla di attualità, articolo, Benedetta Luciani

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/bcw0