La Regione glissa sull'utilizzo del project financing per i nuovi ospedali

2' di lettura 07/11/2019 - Le tre sigle sindacali: "Nessuna risposta convincente dalla Regione"

I diversi quesiti che il sindacato ha posto alla Regione riguardo al project financing per la costruzione di nuovi ospedali restano irrisolti e sui rilievi mossi dalla Regione stessa, le tre sigle sindacali hanno ritenuto opportuno evidenziare alcuni aspetti nel comunicato stampa che segue.
"Non abbiamo mai asserito - si legge - che il project financing sia illegale (e ci mancherebbe altro), piuttosto che ad oggi non risultano chiare ed evidenti, cioè supportate da dati, le ragioni concrete che portano all'utilizzo di tale strumento anziché ricorrere a un normale appalto pubblico.
Alle nostre sollecitazioni tese a chiarire numerosi nodi dell’impianto non è pervenuta alcuna concreta risposta
- prosegue il comunicato -
Anzi, la Regione ha colto l’occasione per evidenziare gli investimenti fatti recentemente sull’edilizia ospedaliera.
Ci fa piacere acquisire questo dato ma rimane il fatto che la selezione della priorità di tali ingenti interventi non ci risulta essere mai stata oggetto di confronto a nessun livello ed è stata tenuta disgiunta dal tema degli interventi sulle strutture extraospedaliere che rappresentano un altro tema cruciale per gli assetti del sistema salute regionale.
Ci preme inoltre precisare che, a nostro avviso, non solo sul tema in questione, ma più complessivamente sul futuro della sanità nelle Marche, ci sia stato poco confronto sui territori.
Tale confronto non si può ridurre a più o meno fugaci passaggi nelle conferenze dei Sindaci, dei quali sarebbe comunque auspicabile un maggiore coinvolgimento e protagonismo, ma dovrebbe essere aperto a tutti i cittadini e ai soggetti sociali ed economici delle nostre varie comunità locali.

La nota sindacale conclude argomentando: A tale proposito vogliamo ricordare che per opere pubbliche di questa natura e in generale, per le grandi opere infrastrutturali e di architettura di rilevanza sociale, aventi impatto sull’ambiente, sulle città e sull’assetto del territorio, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 76/2018, prevede lo svolgimento del “dibattito pubblico”, proprio allo scopo di garantire la più ampia partecipazione dei cittadini nei processi decisionali pubblici. Siamo a fine legislatura ma per aprire una nuova seria fase di partecipazione dei marchigiani alle scelte strategiche per il loro futuro non è mai troppo tardi.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-11-2019 alle 16:00 sul giornale del 08 novembre 2019 - 368 letture

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