A Monte Vidon Corrado presentazione del libro di Raffaela Milano “I figli dei nemici”

2' di lettura 07/11/2019 - Sabato 9 novembre alle 17 al teatro comunale con l’autrice, direttrice dei programmi Italia-Europa di Save the Children, ne parleranno Andrea Nobili, garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, la giornalista Jessica Balestra e Anna Rosa Cianci coordinatrice volontari Save the Children per le Marche

Il libro ripercorre la storia di Eglantyne Jebb, fondatrice di Save the Children e racconta quindi la nascita dell’Organizzazione internazionale, che da 100 anni lotta per salvare la vita dei bambini a rischio e garantire loro un futuro.
Nel 1919 in Europa si muore di fame, la guerra è finita, ma il blocco degli aiuti alimentari imposto dai vincitori ai Paesi dell'Europa centrale prosegue.
Solo in Germania si contano 700.000 morti per denutrizione, e ovviamente i bambini sono i più colpiti.
"Non posso avere nemici che abbiano meno di sette anni" dichiara George Bernard Shaw quando quello stesso anno aderisce al Fight the Famine Council, il comitato inglese che nasce per aiutare i Paesi sconfitti.
L'anima del comitato è Eglantyne Jebb, una giovane insegnante che di lì a poco fonderà Save the Children.
La "fiamma bianca", la chiamano i suoi amici: "Un viso che fa parlare l'anima e la voce delicata, senza clamore, che si fa ascoltare da tutti, e che non sa dire altro che la verità".
All'evento di presentazione della nuova organizzazione, il pubblico arriva armato di mele marce da tirare in faccia ai "traditori": l'Inghilterra ha perso nella Grande Guerra mezzo milione di uomini sotto i trent'anni, non è il momento di occuparsi dei nemici, né dei loro figli.
Eglantyne però è una combattente straordinaria e, nonostante il patriottismo cieco che prevale su tutto, raggiunge dei risultati che ancora oggi appaiono impensabili. "Le donne sono in grado di cambiare l'intero corso della storia del mondo" ha scritto Eglantyne.
E lei ci ha davvero provato. In una ricostruzione che si avvale di lettere, diari e documenti inediti, Raffaela Milano attraversa i primi decenni del Novecento per raccontarci la vita di una donna rivoluzionaria che ha sfidato il suo tempo in nome di un unico principio - "Salvarne il più possibile" - e che nel 1924 getterà le basi della Dichiarazione dei diritti del fanciullo: non per il suo buon cuore, ma perché è un investimento per il futuro.
Con un occhio al presente, perché molto di quello che racconta ha a che fare con le emergenze del mondo di oggi.




Centro Studi O. Licini


Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-11-2019 alle 16:45 sul giornale del 08 novembre 2019 - 722 letture

In questo articolo si parla di cultura, Monte Vidon Combatte, Centro Studi O. Licini

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/bcw6