"Il Salotto della Fotografia": Peter Lindbergh, l'uomo che amava le donne

2' di lettura 12/10/2019 - Un mese fa, Peter Lindbergh si è spento all'età di 74 anni e non verrà ricordato soltanto come un fotografo ma, come uno dei maestri incontrastati della fotografia contemporanea.

Classe 1944, si iscrive all' Accademia delle Belle Arti di Berlino nei primi anni 60 e, successivamente studia pittura libera presso il College of Art di Krefeld, subendo l'influenza di Joseph Kosuth e del movimento concettuale; nel 1969, prima di laurearsi, viene invitato dalla rinomata Galerie Denise Renè-Hans Meyer a presentare le sue opere.

Nel 1971 si trasferisce a Dusseldorf e lavora per due anni come assistente presso uno studio fotografico e nel 1973 nè apre uno tutto suo.

Ha ridefinito interamente gli standard della fotografia di moda donando alle sue immagini un approccio realistico e allo stesso tempo di immediato impatto creando ritratti senza tempo.

La sua rivoluzione concettuale, nel mondo fotografico, è avvenuta in un periodo in cui il ritocco eccessivo ed i colori sfarzosi erano i protagonisti indiscussi delle campagne pubblicitarie ma, il suo stile, ha consentito di far emergere l'animo della persona ritratta che va ben oltre il concetto di perfezione estetica, lui stesso ha affermato:"Questa dovrebbe essere la responsabilità dei fotografi oggi, di liberare le donne e, infine tutti, dal terrore della giovinezza e della perfezione."

Questa sua ricerca di semplicità ed esaltazione di una bellezza depurata da qualsiasi artificio superfluo, la ritroviamo nella copertina realizzata per il British Vogue, in cui Lindbergh realizza un servizio in bianco e nero sulle spiagge di Malibù e sceglie di far posare un gruppo di giovani modelle, vestite con camicie bianche, agli inizi delle loro carriere tra cui: Linda Evangelista, Naomi Campbell, Cindy Crawford, Cristy Turlington e Tatiana Patitz.

Il bianco e nero scelto da Lindbergh determinerà il suo successo, donando una nuova visione che esalta il concetto di bellezza rivisto in una chiave di lettura semplice e potente; ogni donna racchiude in sè un' armonia che aspetta soltanto di essere colta e raccontata nei suoi aspetti più veri e profondi.

Ogni suo ritratto ci racconta una storia che ha come protagonista assoluto la libertà di essere sè stessi di fronte un obiettivo e grazie a questa sua straordinaria capacità, Lindbergh realizza ben tre calendari Pirelli, simbolo per eccellenza della sensualità femminile ed i suoi lavori fanno parte di molte collezioni permanenti in vari musei di Belle Arti in tutto il mondo.

L'eredità lasciata da questo straordinario fotografo è ben lontana dall'essere dimenticata.








Questo è un articolo pubblicato il 12-10-2019 alle 18:16 sul giornale del 14 ottobre 2019 - 602 letture

In questo articolo si parla di cultura, attualità, fotografia, donne, moda, artisti, bianco e nero, bellezza femminile, articolo, Barbara Palombi

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