Corsi d'acqua a rischio d'esondazione per le mancate manutenzioni

2' di lettura 28/09/2019 - Si attendeva da tempo che la verità, anche in modo indiretto, venisse a galla ed è stato lo stesso Consorzio di Bonifica a lanciare l'allarme: “i corsi d'acqua sono a rischio d'esondazione anche a causa delle mancate manutenzioni”.

A questo punto è lecito domandarsi: dopo che sono stati spesi decine di milioni di euro per la sicurezza idraulica dei fiumi nella provincia fermana (12 milioni solo nell'anno 2011 con la “famosa” somma urgenza), lavori che contestarono anche i frontisti per i danni provocati a seguito della loro realizzazione (basta ricordare la distruzione di ben sei ponti e degli argini, l'erosione di ettari di ottimo suolo agricolo, gli smottamenti, ecc.), si continua a dire che mancano le manutenzioni ed il territorio è a rischio?
Se è vero quello che sostiene il Consorzio di Bonifica delle Marche è altrettanto vero quello che io e FDI sosteniamo, ovvero che i lavori effettuati non erano tecnicamente corretti. Bisognava intervenire con le vasche di laminazione delle piene (come richiesto dalla Autorità di bacino) e non con la centratura, riprofilatura degli argini ed il taglio della vegetazione ripariale che sorregge le sponde fluviali.
Il Consorzio di Bonifica delle Marche, che è alla ricerca di ulteriori commesse, dovrebbe comunicare se ha elaborato un piano organico ed integrale d'intervento sul territorio ed in particolare sui fiumi.
L'ex Autorità di Bacino in oltre 20 anni d'attività dovrebbe aver studiato analiticamente il territorio e le problematiche relative, elaborando piani organici fornendo indicazioni idonee d'intervento a tutti gli enti pubblici e ai privati!
Per quale motivo la Provincia di Fermo non si è adeguata alle indicazioni dell'Autorità di Bacino le quali prevedevano la realizzazione lungo il fiume Ete di tre vasche di laminazione delle piene invece di eseguire interventi che hanno aumentato la forza distruttrice dell'acqua?
Il Consorzio di Bonifica affermando che la competenza dei corsi d'acqua è della Regione (aspetto gia` più volte evidenziato) dovrebbe spiegare per quale motivo continua ad intervenire sugli stessi, addirittura facendo pagare la tassa di bonifica.
Così facendo di fatto il Consorzio si è auto delegittimato!!!!
Il problema è politico: smantellando e svuotando di competenze i Consorzi di Bonifica non solo si è persa la memoria storica ma sono venuti meno anche quel sapere e quella sapienza che derivano dal buon senso, dalla conoscenza e dall’esperienza maturate sul campo, oggi sostituite dall`improvvisazione legislativa e tecnica.
Errare è umano, ma perseverare è diabolico: perseverando in certe scelte anche il prossimo anno, in occasione delle elezioni regionali, potremmo rischiare di dover spendere i prossimi cinque anni a pagarne pegno!!!






Saturnino Di Ruscio


Questo è un articolo pubblicato il 28-09-2019 alle 16:11 sul giornale del 30 settembre 2019 - 593 letture

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