P.S.Giorgio: Wolf Bukowski e "La buona educazione degli oppressi"

2' di lettura 23/09/2019 - Ultimo appuntamento di ESA: Estate Sangiorgese Autogestita (parte II) con la prima data di presentazione del tour di Wolf Bukowski e "La buona educazione degli oppressi"

Le retoriche su sicurezza, degrado e decoro sono diventate l’argomento principale della politica, soprattutto a livello locale.
Le proposte a riguardo sono di fatto tutte identiche indipendentemente dal partito che le propone, le differenze sono solo nello stile con cui si sceglie di comunicarle.
Sono tutte proposte classiste ed escludenti che si nutrono di ragionamenti circolari e teorie sociologiche dimostrate sbagliate, ma che hanno effetti reali e peggiorano la qualità della vita di tutti, anche di chi le perora.
Da quanto tempo la sicurezza sociale nelle città è stata sostituita dalle campagne securitarie e dal decoro?
Perché per il welfare e i diritti non ci sono risorse e invece per la guerra agli esclusi anche i piccoli comuni stanziano cifre enormi?
La prassi da alcuni anni è anche quella di modificare l'arredo urbano pur di escludere dalle città lavavetri, venditori ambulanti in spiaggia e mendicanti. Ne sono esempio i luoghi pubblici più frequentati come le stazioni ferroviarie, le piazze e i giardini, spogliati di panchine e riempiti di telecamere.
Il tutto in nome di un generico "bello" che altro non è che la solita difesa del profitto e della messa a reddito di ogni angolo pubblico rimasto, quindi ordine pubblico ma sempre fondato sul consumo e sull'ingiustizia sociale.
Inutile ricordare che in Italia tutto inizia negli anni 90 con i piani sicurezza elaborati dalle destre ma messi in atto da solerti amministratori di sinistra, con il risultato che oggi, questa percezione delirante della città è egemone come non mai.
"Perché sdraiarsi su una panchina sarebbe indecoroso e incivile? Perché una persona civilizzata non lo farebbe. Perché una persona civilizzata non lo farebbe? Perché è indecoroso e incivile. Tutte le apparenti spiegazioni si alimentano (e quindi si annullano) a vicenda, e il residuo che lasciano è solo la sagoma del noi che si arroga il diritto di scacciare loro, gli altri."
"Una perlustrazione dell'«abisso in cui, nel nome del decoro e di una versione pervertita della sicurezza, ci sono fioriere che contano come, e forse più, delle vite umane»."
Un testo militante che si propone come strumento di difesa concettuale per imparare a smontare le suddette retoriche è fondamentale per difendere lo spazio pubblico e salvare le nostre nostre città.
Autore
Wolf Bukowski è giornalista e guest blogger del sito dei Wu Ming, Giap, collabora con Internazionale e Jacobin ed è autore per Alegre di "La danza delle mozzarelle" (2015) e "La santa crociata del porco" (2017).








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-09-2019 alle 13:09 sul giornale del 24 settembre 2019 - 283 letture

In questo articolo si parla di cultura

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