Monterubbiano: Festa della “Esaltazione della Santa Croce”

2' di lettura 18/09/2019 -

Numerosi cittadini, provenienti da ogni parte del territorio di Monterubbiano e dei paesi limitrofi, compreso un consistente gruppo di Fermo, si sono ritrovati, sabato scorso, nella bellissima Chiesa suburbana del Ss. Crocifisso di Monterubbiano per partecipare alla ripristinata antica Festa della “Esaltazione della Santa Croce”, che si è svolta con la concelebrazione della Santa Messa da parte dell’Arciprete Don Franz e di Padre Francesco dei Cappuccini di Fermo e con, a seguire, una ricca merenda per tutti, come ai tempi di una volta.
Il Sindaco, Maria Teresa Mircoli, e il Priore della Confraternita, Massimo Sgrilli, hanno voluto ripristinare questo evento, nell’ambito, peraltro, delle iniziative culturali realizzate, i mesi scorsi, con la presentazione di una molto interessante ed originale ricerca scientifica sulla Chiesa predetta da parte della monterubbianese Danila Mariotti.
L’obiettivo è quello di restituire a Monterubbiano le emozioni delle sue tradizioni e di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e di chi di dovere sulla storia di tale Chiesa, di un gran bene monumentale dei primi del ‘600, realizzato dall’Architetto della Santa Casa di Loreto Ventura Ventura, ma abbandonato a se stesso e al degrado, da qualche decennio, benché preziosissimo e di notevole rilevanza architettonica.
È una triste storia, dagli anni 2000, quella della Chiesa del Ss. Crocifisso. È la storia di un silenzio inspiegabile che accompagna un monumento che, oggetto, all’epoca, di restauro, con un progetto denominato “Mirabilia”, si è visto chiudere i battenti, senza che si fosse conosciuto lo stato dei lavori, se terminati, non terminati, almeno così risulterebbe, mentre veniva depredato ripetutamente e con feroce voracità di ogni suo bene, dai candelabri alle tele di autore ai mobili alle cornici e, persino, ai caminetti delle stanze dei frati, da ignoti che, almeno stando alle notizie ventilate, l’avrebbero, fino ad oggi, fatta franca.
Ma come è stato possibile tutto questo? È stata ritrovata e restituita alla Confraternita solo una tela del Bonfini che sarà presto oggetto di restauro. Già dalle pagine dei giornali, nel 2014, ci muovemmo per richiamare l’attenzione anche sulla Chiesa di Santa Maria del Soccorso, che da decenni subisce i danni del degrado. C’era un progetto da parte della Soprintendenza, poi caduto nel silenzio. Il Comune non ha abbandonato tuttavia tale Chiesa a se stessa.
Ha continuato e continua ad interpellare chi di dovere, anche con l’invio di schede progettuali, non disponendo di mezzi propri per provvedere almeno alla messa in sicurezza.
I monumenti da salvare dal degrado sono numerosissimi. Quel che tuttavia sconcerta è che ad esso si aggiunge, come nel caso che riguarda, la virulenza predatoria di chi non si ferma nemmeno di fronte al sacro.

Foto di (ERNESTO FABI E MICHELE DEL ZOZZO)








Questo è un articolo pubblicato il 18-09-2019 alle 22:32 sul giornale del 19 settembre 2019 - 249 letture

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