Fermo: "Grano & Luppolo" è anche senza glutine, grazie AIC!

3' di lettura 16/09/2019 - “Dieta senza glutine permanente e rigorosa? Che pizza!” è il titolo, alquanto significativo, del convegno gratuito curato da AIC (Associazione Italiana Celiachia) tenutosi nel pomeriggio di ieri, domenica 15, nella sala del Caffè letterario di Fermo nell’ambito di una manifestazione, quale è “Grano & Luppolo”, dalla quale chi soffre di celiachia non verrebbe che potenzialmente tagliato fuori.

“Una festa dove tutto si pensa di trovare tranne che pizza e birra senza glutine” – esordisce Romina Giommarini, presidente di AIC Marche, “ invece non è così”. Infatti grazie all’impegno costante di AIC molte manifestazioni gastronomiche sul territorio per il celiaco non sono più un miraggio e poter partecipare ad un festival che vede come protagoniste indiscusse la pizza e la birra costituisce senza dubbio per l’associazione e i suoi soci un traguardo importante.

Seguire tutta la vita una dieta rigorosa, senza sgarri, prestando attenzione ad ogni minima contaminazione è la sola terapia possibile e questo, specie quando la diagnosi arriva da adulti a stravolgere le proprie abitudini e il proprio stile di vita, può mettere davvero in crisi. Molte le domande, i dubbi e le curiosità alle quali la presidente regionale Romina Giommarini e Laura Diodovich, biologa nutrizionista di AIC nonché responsabile del progetto Alimentazione Fuori Casa, hanno dato risposta.

Un incontro in cui condividere con altri la propria esperienza ma anche in cui sfogarsi soprattutto per chi, scontratosi da poco con questa diversa realtà, si è visto stravolgere la vita sociale: il cibo è sì nutrimento ma anche convivialità e fuori casa la costante ricerca di un’alternativa che a volte ancora si fatica a trovare potrebbe risultare frustrante per i più. Non a caso la celiachia è stata di recente ribattezzata “malattia sociale”.

Il disagio che il celiaco vive molto spesso è legato anche alla mole sconfinata di preconcetti e pregiudizi creatisi attorno al mondo del senza glutine come ad esempio la convinzione totalmente errata di molti non celiaci che se un prodotto o una pietanza è senza glutine allora per forza di cose è immangiabile. Ecco dunque l’importanza- come spiegano la presidente e la dott.ssa Diodovich, del fare formazione a tappetto perché è proprio la non conoscenza che porta a una falsa verità, non conoscenza che la maggior parte delle volte si riscontra persino negli stessi medici di base.

Per quanto riguarda il reparto di gastroenterologia di Fermo- ricorda la Giommarini- esso è affiancato da un nutrizionista, mentre a Macerata l’AIC si sta adoperando per la creazione di un laboratorio che lega la gastroenterologia, l’AIC e il “Salesi”. Inoltre, fiore all’occhiello delle Marche, preso ad esempio da altre cinque regioni, la giunta regionale ha recentemente adottato un percorso diagnostico terapeutico assistenziale della celiachia per la diagnosi e il follow up di cui si è fatto promotore il dott. Feliciangeli di Macerata.

L’associazione italiana celiachia, va sottolineato, opera attraverso volontari che con impegno e testardaggine si muovono instancabilmente sul territorio per offrire al celiaco condizioni di vita migliori a seguito della diagnosi. AIC ha fatto e continua a fare molto, il suo operato non deve essere dato per scontato e come- ribadisce la Giommarini- “più siamo meglio è perché più siamo più ci facciamo ascoltare”.






Questo è un articolo pubblicato il 16-09-2019 alle 13:56 sul giornale del 17 settembre 2019 - 4818 letture

In questo articolo si parla di attualità, articolo, Benedetta Luciani

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