Ferito gravemente un rarissimo Falco Pescatore all’apertura generale della caccia

2' di lettura 16/09/2019 - Un rarissimo esemplare di Falco Pescatore è stato rinvenuto ieri gravemente ferito da arma da fuoco vicino Pianello Vallesina, proprio al confine della Riserva Naturale di Ripa Bianca di Jesi

Il falco era stato avvistato poche ore prima dentro l’Oasi di Ripa Bianca dalle guardie volontarie del WWF, quindi si tratta certamente dello stesso esemplare. L’animale è stato immediatamente portato al C.R.A.S. delle Marche dove i veterinari lo hanno sottoposto alle cure del caso. Il falco è stato colpito lateralmente da una rosa di pallini da caccia che gli hanno procurato la rottura di un’ala e gravi ferite ad un occhio.

La situazione clinica è al momento stazionaria, ma le sue condizioni restano comunque molto gravi e in prognosi riservata, perché non si possono escludere infezioni ed altre complicazioni.
Visti i gravissimi danni riportati dai pallini da caccia, anche se dovesse sopravvivere, il rapace purtroppo non potrà più essere rilasciato in natura. Il Falco Pescatore è una specie molto rara in Italia, visto che nidifica con solo 3 - 4 coppie in Toscana, per cui si tratta di un gravissimo ed ignobile attentato alla biodiversità.
Inoltre, si tratta di un rapace che non può essere confuso o scambiato con nessuna specie cacciabile, per cui il fatto che gli sia stato sparato nel giorno dell’apertura ufficiale della stagione venatoria, oltretutto al confine con un’area protetta, dimostra che si tratta di un atto criminale deliberato e spregiudicato da parte di un cacciatore!
Per questo motivo le Associazioni ambientaliste ed animaliste marchigiane sporgeranno denuncia contro ignoti ed offriranno una ricompensa di 1.000 euro per chiunque fornirà indicazioni in grado di risalire al cacciatore autore di questo gesto efferato e criminale! Inoltre, visto che l’episodio è avvenuto al confine con la Riserva naturale di Ripa Bianca, chiederanno maggiori e più stringenti controlli da parte delle forze dell’ordine preposte, soprattutto nelle aree contigue alle aree protette, dove solitamente si appostano i cacciatori per sparare ed uccidere gli uccelli che dovessero uscirne dai confini.


da Alleanza Associazioni Ambientaliste Marchigiane





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-09-2019 alle 15:01 sul giornale del 17 settembre 2019 - 6106 letture

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