Fermo:Città e Futuro commenta l'attuale situazione politica

4' di lettura 14/09/2019 - Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa della neo forza politica provinciale.

ENTRIAMO NELLA TERZA REPUBBLICA POSTIDEOLOGICA – CENTRISTI RESTANO SENZA VOCE

Nel dibattito politico è evidente l’assenza di un ragionamento moderato, di opinioni e di idee.
Finalmente è arrivato l’epilogo di questa crisi di Governo alla quale abbiamo assistito nella torrida estate appena trascorsa. Magra è la consolazione che nel Regno Unito la situazione sia ancora peggiore della nostra, con la sospensione delle attività del Parlamento Britannico che sa tanto di preavviso di problemi grossi, grossissimi. Ognuno ha quel che si merita, e anche noi in Italia; Giuseppe Conte ha formato il nuovo Governo con l’appoggio del PD e del M5S (ed anche di altri cespugli, la cd. maggioranza Ursula). La scelta di Giuseppe Conte è probabilmente la più credibile, un uomo serio, che è riuscito da perfetto sconosciuto a conquistare tanti cittadini, oltre che diversi leader europei e addirittura la stima di Trump, l’icona mondiale del conservatorismo, della lotta serrata all’immigrazione clandestina. E ha varato un governo di impronta progressista, volto più all’accoglienza dei migranti, anche economici. Gentiloni alla Commissione Europea con una delega impoverita preoccupa, non sarà facile per lui svolgere il suo ruolo. Forse era meglio qualcuno con un pizzico di determinazione in più e qualche anno in meno. Col passare del tempo ci convinciamo che questo di Conte supportato dall’alleanza PD-M5S sia più di un mero progetto temporaneo. Che l’orizzonte (seppur difficoltoso di per sé) non sia solo di legislatura, ma vada oltre. Ce ne convinciamo con le moltissime dichiarazioni di Zingaretti di provare l’alleanza anche alle prossime consultazioni regionali. E perciò arriva il nuovo Prodi. Conte l’anti Salvini! Visto come è andata ci sta tutta. Certo che il Matteo leghista poteva risparmiarsela la manfrina di agosto. Aveva in mano il jolly e l’ha passato a Matteo Renzi facendolo rientrare in gioco, e con la fascia di capitano. Una scelta, come molte altre, di difficile comprensione. Speriamo che recuperi la sua leadership, la sua credibilità. Fratelli d’Italia mantiene la posizione, speriamo non si lasci prendere troppo la mano dal richiamo alla piazza da chi dovrebbe portare avanti le proprie battaglie in parlamento, questo avrebbe più il sapore di un ritorno al passato. Berlusconi è alla finestra, osserva, strizza l’occhio al nuovo Governo ma lo smentisce, e se dovesse servire una mano in chiave 2022 se ne può parlare. Una confusione notevole. Si può sostenere che questo clima da stadio sia dovuto all’assenza nel dibattito politico pubblico di una voce moderata, che rispolveri una cultura civica, valori antichi rivisitati ed applicati in chiave moderna, cattolici e laici insieme che partecipino al dibattito pubblico responsabilmente. I cattolici stanno a guardare, disorientati, smarriti; i moderati laici pure, senza leader, senza qualcuno che li faccia sognare di nuovo. L’occasione è storica, ed è favorita anche dal sistema elettorale in vigore. Ci sono alcune avvisaglie di movimenti lì in mezzo (Toti, Calenda, ma anche Renzi). Ci sono molti interrogativi. Seri. Ai quali urge dare risposta. Dov’è quella moltitudine di cittadini (il 40%) che non va a votare perché non si riconosce negli attuali schieramenti? La politica si sta sempre di più allontanando dalla realtà o i cittadini dovrebbero rispolverare il senso del dovere civico, di appartenenza allo Stato e di partecipazione al dibattito pubblico. Siamo coscienti di essere parte di una nazione tra le sette più grandi? Bisogna tornare a parlare di piani di lungo respiro, di idee, non bisogna essere tifosi in politica, è necessario mettere da parte le differenze ideologiche, o al contrario, occorre oggi più che mai unire le forze, e che siano proprio le disuguaglianze concettuali a fare da collante per progetti che permettano di ritornare a fare politica, e non amministrazione.
La ripercussione sulla nostra Regione, sulla nostra Provincia di Fermo, sulle nostre città, sulle nostre famiglie. Questa è la visione di cui c’è disperato bisogno, e purtroppo sembra scarsa presenza. Come ogni singola puntuale scelta, impatti su disegni politici più grandi. Non c’e molto tempo. Avvieremo noi il dibattito, prossimamente.

Moreno Bellesi - Paolo Pistilli per Citta’ e Futuro della Provincia di Fermo


di Marco Squarcia
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 14-09-2019 alle 11:58 sul giornale del 16 settembre 2019 - 1283 letture

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