Magliano di Tenna: Riconoscimento a Narciso Lupi, 97 anni bersagliere superstite della ritirata di Russia

2' di lettura 13/08/2019 - La consegna è avvenuta oggi presso l’Ufficio del Sindaco ed il riconoscimento è andato a Narciso Lupi, classe ’22, pertanto tra tre anni un altro centenario dei tanti nelle Marche.

In occasione della recente Festa dell’Anziano, come da consuetudine, con pranzo offerto ai “giovani di ieri” dall’Amministrazione Comunale di Magliano di Tenna, quest’anno la Giunta Comunale ha deciso di donare una targa ricordo al più anziano.
Il Sindaco Pietro Cesetti ha proceduto alla cerimonia, semplice, ma molto significativa e particolarmente apprezzata dallo stesso e dalla sua famiglia. La storia di Narciso, un simbolo per l’intera popolazione di Magliano, non è una storia qualunque.
E’ infatti uno dei pochi superstiti della tragica spedizione in Russia. Bersagliere, trombettista, arruolato all’età di 19 anni, fu preso prigioniero per cinque lunghi anni sul fiume Don nella Siberia Orientale nel 1943. Si salvò soprattutto per la sua maestria di muratore, in quanto in tale periodo fu incaricato di fare dei lavori sulle residenze dei capitani nemici.
Le loro donne, per riconoscenza, gli facevano dono delle patate che si infilava puntualmente negli stivali, condividendole spesso, nonostante la tanta fame, con qualche amico militare. Dopo tante sofferenze e tribolazioni, dal freddo micidiale, dopo tanti morti da quella drammatica e tragica ritirata, che la storia ha talvolta dimenticato, finalmente una speranza: il ritorno in treno. Ancora lucido, anche se provato, questa volta dal tanto caldo di questi giorni, racconta che per sopravvivere bevevano i candelotti di ghiaccio intrisi dalla ruggine e dallo smog delle locomotive, con la conseguenza che molti si ammalavano irrimediabilmente da infezioni e dissenteria.
Proprio un suo caro amico gli morì tra le braccia. Ancor oggi, sebbene dorma pochissimo, in qualche notte gli riappare come un incubo. Finalmente a casa, la mamma non lo riconobbe per quanto fosse dimagrito, se non dopo un po' di tempo. Il rammarico più forte: nessuno si è mai fatto vivo per una medaglia, un riconoscimento, un ricordo.
Eppure ha donato tutto se stesso per il dovere, per la propria patria, per la nostra libertà. Valori che evidentemente, non vanno più di moda.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-08-2019 alle 19:59 sul giornale del 14 agosto 2019 - 2299 letture

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