Solo ieri ed in pieno giorno due incidenti mortali nell'ascolano

3' di lettura 11/08/2019 - Per quanto la tecnologia abbia reso le auto ed altri mezzi di trasporto sempre più sicuri, non è ancora riuscita ad evitarci incidenti stradali mortali

E’ spaventoso il numero di incidenti stradali: nel 2017, seppure in lieve calo rispetto al 2016, se ne contano quasi 175.000; in questi le vittime sono state 3.378 ed i feriti 246.750.
Solo ieri nell’ascolano due morti: un motociclista di 58 anni sulla mezzina che da Castel di Lama conduce ad Offida ed un ragazzo poco più che diciottenne a San Venanzo di Castignano.
Due dinamiche diverse all’origine dei fatali incidenti: il primo è finito contro un camion ed il secondo, che non era nemmeno alla guida, è morto a bordo di un’auto che si è schiantata contro un albero.

Ora non resta più nulla e tra “le lamiere contorte” solo uno straziante silenzio e, come cantava Francesco Daolio dei Nomadi in una canzone che lega chi resta a chi non c’è più, il racconto di una fine prematura.
“. . . lunga e diritta correva la strada l’auto veloce correva . . . la dolce estate era già cominciata e vicino a lui sorrideva . . .”

Un lettore ci ha scritto: “. . . a volte non ho più voglia di sfogliare il giornale per quanta sofferenza trasuda dalle pagine di cronaca. . . cosa c’è di tanto sensazionale e di straordinario nel racconto delle dinamiche di un incidente stradale mortale . . . un fatto straordinario è la nascita di un bambino, un evento sensazionale è una scoperta scientifica che ci salva dal cancro . . . eppure quasi tutti se non tutti ci fermiamo a leggere ciò che sa di morte alzando il numero delle letture delle testate giornalistiche magari tanto più capaci quando, con dovizia di particolari e prima di altre, riescono a dare la notizia.
Ha senso il tentativo di dare una risposta a quell’improvviso brivido adrenalinico che ci attraversa quando spingiamo sull’acceleratore perdendo la razionalità e quel senso della misura che serve a valutare con esattezza il rischio?
Ha importanza porsi interrogativi quando, dopo aver bevuto un bicchiere di troppo, ci mettiamo ugualmente al volante pur non avendo la necessaria lucidità per farci capire che in quel preciso istante stiamo mettendo a repentaglio la nostra vita e quella di altri che non avevano alcuna voglia di sfidare il fato e di vedersi interrompere bruscamente la propria esistenza?”

E’ difficile dar torto al nostro lettore anche se, purtroppo, nel lavoro di chi fa comunicazione c’è anche il racconto di fatti che spezzano il cuore a chi, in prima persona, vive il dramma. Non possiamo far altro che, evidenziando situazioni angoscianti, si riesca almeno, nel raccontare di incidenti e morte, fungere timidamente da dissuasori per quanti si immettono in strada dimenticando di essere su una provinciale e non in un autodromo dove alla fine della folle corsa non c’è il gradino più alto di un podio e la corona d’alloro per il vincitore.


di Lorenzo Bracalente
lorenzo.bracalente@gmail.com
 





Questo è un articolo pubblicato il 11-08-2019 alle 12:31 sul giornale del 12 agosto 2019 - 1324 letture

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