Assistenti all'Autonomia e alla Comunicazione: verso il riconoscimento professionale

4' di lettura 19/07/2019 - Intervista ad Aldo Libri

Aldo Libri è nato a Reggio Calabria il 13 maggio 1954. Appassionato di politica, nel 1974 inizia la sua militanza sindacale in Cgil con l’incarico di costruire le Leghe dei Disoccupati. Nel 2013 ha fondato il SUL in cui riveste la carica di segretario con delega agli Affari Sociali (ASACOM inclusi).

1) Che cos’è il SUL?

Il SUL (Sindacato Unitario Lavoratori) è un sindacato indipendente, definizione molto cara a Giuseppe Di Vittorio. Nasciamo come sindacato di base soprattutto nel settore del trasporto pubblico locale e, in seguito, nel sistema portuale. Siamo infatti un sindacato maggioritario nel Porto di Gioia Tauro e con buona presenza in quello di Cagliari. Col tempo abbiamo esteso la nostra rappresentanza ad altri settori e a diverse realtà territoriali. Attualmente siamo particolarmente presenti in Calabria in tante categorie (enti pubblici, sanità, settore terziario, industria, servizi alle famiglie, ecc.). Abbiamo sposato la causa degli Assistenti all’Autonomia e alla Comunicazione perché si tratta di una categoria di professionisti che svolgono un lavoro importantissimo e delicato ma che non sono rappresentati da altre sigle sindacali.

2) Cosa prevede la proposta di legge da voi presentata?
Il primo obiettivo che ci siamo posti è il riconoscimento giuridico della funzione professionale. Abbiamo chiesto che si istituisca un albo, se non un ordine professionale, che identifichi questi professionisti che ad oggi sono fantasmi. Manca l’indicazione dei titoli necessari, un mansionario, un contratto, un elenco dei diritti e dei doveri. Insomma, non c’è nulla che certifichi chi sono e cosa fanno. A seguire abbiamo posto il problema del Contratto Nazionale, perfino sotto forma di lodo del Ministero del Lavoro, quasi un contratto senza contrattazione. Sappiamo che è una procedura sindacalmente poco ortodossa, eppure bisogna dare un contratto con quel che concerne e in tempi rapidi. Siamo disposti a fornire al Ministero tutti gli elementi in nostro possesso e tutte le proposte per un contratto dignitoso. Terza questione è la stabilizzazione. Un servizio così importante e delicato non può essere lasciato all’improvvisazione e alla gestione di chi si trova ad averne la responsabilità (è irrilevante che siano essi Comuni, Province, Cooperative, scuole o società in house). Abbiamo chiesto che i dipendenti attuali vengano stabilizzati ricorrendo a un Ente Pubblico. Il MIUR sarebbe la soluzione più congrua oppure le Regioni, gli Enti Locali sottostanti, le società in house o le aziende speciali pubbliche. Di questo aspetto si può anche discutere. Abbiamo anche proposto una stabilizzazione a costo zero, cioè impegnando le somme che a vario titolo le amministrazioni pubbliche, a cominciare dai Ministeri, mettono in bilancio per il sostegno al servizio. Questi mi sembrano i punti fondamentali, per noi irrinunciabili, della nostra proposta.

3) Qual è stato l’esito dell’audizione in Senato del 25 giugno scorso?
L’audizione ha prodotto il massimo risultato possibile in questo momento. Non significa che tutto è risolto, ma che si sono fatti considerevoli passi in avanti. Intanto è la prima volta che una sede istituzionale parlamentare cita espressamente gli ASACOM. Un paragrafo del dispositivo dice che bisogna dare riconoscimento giuridico e contrattuale nonché unificare il servizio su scala nazionale. Siamo molto soddisfatti. Tuttavia la strada è ancora molto lunga e molto dipende da variabili che esulano dalla nostra attività sindacale. Ad esempio, quando giornali autorevoli parlano di possibile crisi di governo comprendiamo che questo possa essere un intoppo alla nostra battaglia. Se si dovessero sciogliere le Camere, si dovrebbe ricominciare tutto daccapo. Tuttavia abbiamo ottenuto un buon risultato e continueremo a lavorare per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati, ossia l’assunzione a tempo indeterminato presso un’istituzione pubblica.


4) Si arriverà al riconoscimento professionale degli ASACOM?
Speriamo di sì. Siamo contrari a vendere chiacchiere e ci andiamo molto cauti. Ci stiamo lavorando provando a scansare tutti gli ostacoli. Il primo passo è stato fatto ed era, forse, la parte più difficile: far inserire in agenda professionalità ufficialmente sconosciute. Come abbiamo tenacemente perseguito questo primo risultato, continueremo a fare le battaglie necessarie. Abbiamo dimostrato che un sindacato, sebbene non grandissimo come il SUL, se si batte con chiarezza, avanza proposte ragionate e credibili, guadagnandosi la fiducia dei lavoratori. Siamo stati in grado di smuovere acque che sembravano stagnanti, determinati a migliorare le condizioni di lavoro e di vita delle persone.

Per saperne di più: http://www.sullavoro.eu/2019/07/15/assistenti-allautonomia-ed-alla-comunicazione-lesito-dellaudizione-parlamentare-del-sul/?fbclid=IwAR3vLl_6a5jVWxtdxHC8g_CVUjFNoMdZnWQep8FcIOsnMkPF4u2sjd826qU


di Michele Peretti
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 19-07-2019 alle 11:40 sul giornale del 20 luglio 2019 - 6321 letture

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