La vita secondo Otto – puntata 17. La pigrizia andò al mercato

3' di lettura 18/07/2019 - Quella mattina il Signor Otto se ne andò a zonzo per il mercato rionale del suo paese

Capperi, pomodori, agli, cipolle rosse, e ancora carciofi, cicoria, lupini.
Ognuno vende ciò che ha.
Un banchetto lo attrasse particolarmente: una coppia di laureati in filosofia stava vendendo ortaggi. Non erano ortaggi qualsiasi: piantati nel rispetto del ciclo delle stagioni, nutriti solo con il sole e l'acqua, fatti crescere in biodinamicità con le altre verdure della piccola azienda agricola cui appartenevano. Si poteva riassumerne le caratteristiche chiamandoli semplicemente "biologici".
I venditori omaggiavano i clienti con libri autoprodotti, scritti di loro pugno e stampati da case editrici indipendenti. Dopo anni di ricerche su volumi di importanza mondiale, diceva uno di loro, abbiamo deciso di scrivere e spiegare il nostro metodo di coltivazione con un linguaggio semplice e accessibile a tutti i curiosi. L'intento è di aumentare la consapevolezza del cliente nello scegliere cosa comprare e cosa lasciare sullo scaffale, cosa nutre bene il nostro corpo e cosa invece danneggia l'organismo, quali tecniche agricole siano a impatto ambientale ridotto e quali hanno invece il loro peso sull'incremento dell'inquinamento dell'aria, della terra e dell'acqua.
"Roba buona! Roba fresca! Pomodori a novantanove centesimi! Cinque carciofi a un euro!" si levava il grido dallo strillone a loro attiguo, che invogliava la clientela con ben altri sistemi: prezzi al limite del sottocosto e qualità dubbia.
Il Signor Otto si aspettava un flop, ma mai quando si crede di sapere bisogna esserne certi; di fatti il corteo di popolari avventori del mercato del giovedì si spostò dal primo al secondo banchetto.
"Cinque carciofi a un euro? Un affare" sentiva la concitata esultanza di uno.
"Sì lo è – continuava un altro – ma mi sembra impossibile".
Il Signor Otto si voltò.
Il banco dei ragazzi del biologico era rimasto vuoto. Una copiosa mandria di avventori andava a nutrirsi dal più economico, seppur dubbio, procacciatore di cibo. Le domande su provenienza, attendibilità di informazioni, verifica dei processi produttivi e fonti non sembravano importanti.
Il Signor Otto pagò il giusto prezzo per il suo carciofo al banco dei filosofi agricoltori e se ne andò con il suo extra: il libro da leggere. Pensò fosse cosa educativa regalarlo al venditore del secondo banco, perché la conoscenza non può far altro che bene, specialmente nel suo campo. Ma lui che in poco più di dieci minuti aveva sbarcato il lunario quotidiano e stava rimettendo in ordine le sue cose per andarsene, prese il libro, ne strappò una pagina e ci incartò la zucchina rimasta invenduta per portarla a casa.

Probabilmente, pensò il Sig.Otto, a differenziare cultura e coltura non c'è solo una vocale.

Il vostro vegeto-cultore

Otto Von Fuestenberg






Questo è un articolo pubblicato il 18-07-2019 alle 09:55 sul giornale del 19 luglio 2019 - 374 letture

In questo articolo si parla di attualità, articolo, viverefermo, marina mannucci, la vita secondo otto

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/a9Li

Leggi gli altri articoli della rubrica La vita secondo Otto





logoEV
logoEV