Auser Fermo e Psiche2000: una settimana nei territori del fermano colpiti dal sisma

3' di lettura 25/06/2019 - Dodici soci di Auser Fermo e di Psiche 2000 insieme per una settimana, dal 17 al 23 giugno, a Smerillo, dove hanno svolto varie attività e dove sono stati ospitati in un grande casolare di un paesano.



Perché questo soggiorno? Primo obiettivo far incontrare le nostre due
associazioni con quelle locali e insieme a queste conoscere i territori, le
popolazioni rimaste o tornate in quei luoghi dopo il sisma, esplorare le risorse
disponibili e le potenzialità. Il ruolo delle associazioni, largamente
riconosciuto, aumenta la sua importanza nelle situazioni di bisogno, e in questi
casi è necessario un innalzamento delle capacità di rispondere in modo
adeguato da parte dei volontari.
Nei paesi che ancora stanno facendo i conti con il trauma del post terremoto si
sono svolte insieme attività con formatori, per esercitare e potenziare la
resilienza. Yoga della risata con Marco Cetoretta, esercizi per superare lo
stress con Laila Cervigni, racconti del territorio narrati da personaggi locali
sono esempi delle attività.
Le associazioni hanno costituito un punto di riferimento allargato, quelle basate
a Fermo rappresentano ora un’opportunità in più per l’inclusione sociale in
quei luoghi, per organizzare ciò che di cui le persone hanno bisogno per
fronteggiare una situazione ancora difficile, specialmente quelle più fragili,
anziane e disabili
Alcune testimonianze dei partecipanti racchiudono il senso dell’esperienza:

Daniela: una bella avventura che tocca in modo coinvolgente l'animo umano.
Abbiamo sentito più che mai viva la voglia di rimanere e ripartire dopo quello
che è successo....questa settimana è stata un'esperienza su cui rifletteremo per
realizzare altre azioni di sostegno.

Angela: un’esperienza meravigliosa, in posti dalla sacralità risolutamente
mesta. Svegliarsi col canto del gallo, non mi accadeva da tempo.

Angela P.: Abbiamo parlato anche con i residenti, fatto amicizia, mangiato e
bevuto insieme e abbiamo constatato la realtà dei fatti. Abbiamo parlato con i
sindaci di Amandola e Smerillo, che ci hanno confermato come la situazione
stia tornando ad essere vivibile e la gente, anche quella più depressa, vede una
speranza e una luce, ci vogliono più iniziative come la nostra.

Marco: Un'esperienza di vera vita comunitaria che apre alla disponibilità, che è
incontro tra giovani e anziani. Abbiamo fatto diversi incontri e sviluppato
tematiche che mi portano a pensare che nessuno è un rifiuto e mai dovrebbe esserlo, così come educare alla diversità è un momento edificante e alto
intraculturale e che non va trascurato. L'integrazione può unire, ma dobbiamo
cominciare a farla anche tra noi, tra persone che abitano una provincia piccola
ma ricca.

Clotilde: Con lo yoga della risata sono tornata indietro nel tempo e mi ha
risvegliato sentimenti vari. ... Qui lo spirito si rinfranca e riacquista
quell'umiltà e spensieratezza che ci aiuterebbero davvero tutti ad andare avanti.
Tutti hanno riscontrato un senso forte di comunità, di aiuto reciproco che si
vede anche nel vicino che controlla il vicino di casa, nella nonna che insegna
alle nipoti le tradizioni, una realtà che manca nella vita che scorre veloce sulla
costa.
Un progetto quello di Auser che cerca di vincere l'odierna affermazione dell'io,
puntando sul noi e lo fa partendo dal nostro territorio, cercando di avvicinare e
condividere, più che dividere e allontanare.


di Marco Squarcia
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 25-06-2019 alle 16:24 sul giornale del 26 giugno 2019 - 421 letture

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