Montefortino: Sarebbe morta per una diagnosi sbagliata la ristoratrice deceduta nel luglio dello scorso anno

1' di lettura 20/06/2019 - I familiari ora chiedono il risarcimento dei danni

E' il triste epilogo della storia di una signora che più di 10 anni fa scopre di avere un tumore al seno. All’ospedale di Amandola le vengono praticate le prime cure del caso. A seguito dell'intervento è, in quella circostanza, rassicurata ma, dopo diversi anni (una decina) le viene diagnosticata un’altra neoplasia; questa volta allo stomaco. La cinquantenne decide allora di curarsi presso una clinica di Civitanova e dopo l'asportazione di parti degli organi digerenti si sottopone ad una serie di chemioterapie nel tentativo di sconfiggere il tumore. Le cure non danno i risultati sperati e la donna sceglie di rivolgersi ad un policlinico di eccelenza: ricorre all'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano dove, in buona sostanza, scopre che l'intervento all'apparato digerente con l'asportazione di una parte di alcuni organi sarebbe stato del tutto inutile e soprattutto dannoso. L'amara rivelazione, dopo la morte all'età di 65 anni della signora avvenuta il 29 luglio scorso ha indotto i familiari a voler far luce su quanto accaduto rivolgendosi a due avvocati che hanno chiesto agli ospedali un risarcimento.






Questo è un articolo pubblicato il 20-06-2019 alle 11:46 sul giornale del 21 giugno 2019 - 3056 letture

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