I tatuaggi di Gerusalemme: l'autrice è di Ortezzano

2' di lettura 30/05/2019 - Dal piacere di viaggiare alla curiosità di scoprire le tradizioni del luogo visitato, Alessandra Borroni, di Ortezzano, in occasione del suo viaggio a Gerusalemme, racconta nel suo libro i tatuaggi raffiguranti simboli della cristianità.

L'autrice parte da una analisi della parola tatuaggio che nell'antichità aveva un significato tutt'altro che estetico.
Un senso di appartenenza quello del Tau, radice della parola tattoo, che indicava un legame indissolubile tra il marchiato e il marchiante.
Testimonianza di ciò, la bibbia: Dio imprime sulla pelle di Caino un Tau, ultima lettera dell'alfabeto ebraico, così da identificarlo come appartenente a lui e a nessun altro.
Tale lettera, oltre a completare l'alfabeto, rappresentava un sigillo nonché il compimento di una volontà divina e un nuovo inizio.
Dai copti, comunità egiziana di minoranza cristiana che si tatuano sulla fronte la sfraghis “sigillo” della croce, ai crociati che nei primi secoli dopo Cristo portavano sul corpo i segni della croce che li inquadravano come Miles Christi, ovvero Soldati di Cristo.
Stessa cosa per i pellegrini verso la Terra Santa: un pellegrinaggio molto lungo e pericoloso dal quale spesso non si tornava vivi.
La croce, nei casi sopra descritti, sottolinea l'appartenenza alla religione cristiana.
In tal senso infatti la Croce è il simbolo più significativo: essa rappresenta la testimonianza della pietà di Dio, ovvero la pena e la sofferenza di Cristo ma anche la sua benedizione che garantisce così al fedele la protezione dalle forze del male.
Oltre la croce, diversi sono i simboli della cristianità tatuati: il sole e la luna, raffigurati spesso l'uno dentro l'altro (questo a testimoniare l'eclissi avvenuta al momento della morte di Gesù Cristo); una stella a otto punte, così rappresentata perché simboleggia la resurrezione di Gesù all'ottavo giorno dall'ingresso a Gerusalemme; ulivo, colomba e giglio come simboli di pace tra Dio e gli Uomini, castità e purezza e infine l'agnello, o meglio Agnus Dei, simbolo cristiano per eccellenza.
L'indagine di Borroni parte tutta da un'insegna di una piccola bottega che recita “Razzouk- tattoo with heritage since 1300”.
Razzouk è infatti il nome della famiglia di origine egiziana di religione cristiana che da circa sette secoli porta avanti la tradizione del tatuaggio a Gerusalemme, spiega l'autrice.
Di recente, Borroni ha curato anche la pubblicazione del libro, disponibile su Amazon, Tatuaggi Sacri e profani della Santa Casa di Loreto, segni incisi in onore della Madonna di Loreto sui pellegrini in viaggio verso il Santuario lauretano, segni dei quali si trova una certa corrispondenza con quelli della Terra Santa.






Questo è un articolo pubblicato il 30-05-2019 alle 09:54 sul giornale del 31 maggio 2019 - 1973 letture

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