Belmonte Piceno: ritrovamenti unici nella nuova campagna di scavi

15/05/2019 - Conoscere le proprie radici, per avere un identità più chiara anche grazie all'archeologia e al grande lavoro di ricerca che si fa costantemente.

La nuova campagna di scavo a Belmonte Piceno è iniziata a poco più di un secolo dai primi condotti da Innocenzo dall’Osso tra il 1909 e il 1911. Gli oggetti di questi corredi tombali, purtroppo in parte distrutti durante il secondo conflitto mondiale, hanno consentito agli studiosi di rilevare l’importanza scientifica del sito preromano dalla fine del VII e per tutto il VI secolo a.C. Vi è oggi in corso un importante progetto di ricerca sotto la direzione del Dr. Joachim Weidig con l’università di Friburgo e condotto grazie ai finanziamenti da parte della fondazione tedesca DFG, che ha come scopo quello di studiare e ricontestualizzare i corredi degli scavi del 1900.

Quest’ultima campagna di scavo ha portato a risultati scientifici molto soddisfacenti che sono ancora in una fase di studio e di cui si possono avere informazioni preliminari, come il rinvenimento di parte dell’abitato relativo molto probabilmente alla necropoli individuata da Dall’Osso e la scoperta di due sepolture, purtroppo intercettate e semidistrutte dai lavori agricoli; una di queste sepolture è stata asportata interamente con un pane di terra ed è oggi oggetto di microscavo in laboratori. Nella prima tomba intercettata invece è stata rinvenuta la scoperta più importante di tutta la campagna: un cofanetto con il suo coperchio in avorio con intarsi in ambra databile alla seconda metà del VI secolo a.C.

È stato recuperato completamente in un unico blocco, per poter effettuare in un secondo momento un microscavo nel laboratorio di restauro. E in effetti è solo grazie al restauro del dott. Nicola Bruni per conto della COO.BEC. di Spoleto che si è potuto recuperare questo oggetto enigmatico di grande importanza scientifica. Si tratta di un cofanetto con coperchio realizzato in unico pezzo di avorio. Il coperchio presenta quattro sfingi intagliate a giorno con il viso e le ali in ambra; mentre i lati del cofanetto mostrano intarsi di 18 figure in ambra che raccontano miti greci (tra cui Perseo e Medusa) e forse anche etruschi (due uomini seduti su diphroi).Molto probabilmente secondo un confronto con altri oggetti ritrovati, si suppone sia stato realizzato localmente.

Rappresenta sicuramente un unicum nell’arte arcaica del mondo mediterraneo che stravolge quanto finora conosciuto sui rapporti che il mondo piceno aveva con il mondo etrusco e greco.

Il ritrovamento all'interno poi del cofanetto dii tre pedine, ha portato ad ipotizzare che possa trattarsi di un gioco.

Gli scavi sono stati condotti grazie ai permessi concessi dalla sopraintendenza archeologia, belle arti e paesaggio della regione Marche e col contributo della Regione Marche e della camera di commercio di Fermo. Si sono tenuti lo scorso settembre/ottobre 2018 sotto la direzione scientifica di Joachim Weidig, la direzione di scavo di Massimiliano Gasperini con Benedetta Ficcadenti, Ilaria di Sabatino e Lorenzo Serafino Ferrari.

Il comune di Belmonte Piceno inoltre, fa parte del Patto di amicizia tra Musei archeologici siglato nel 2017. Ne fanno parte anche Vetulonia, Verucchio e Concordia Sagittaria, ed è un importante collegamento che unisce realtà archeologiche ed antropologiche di assoluto rilievo.
A fare da contorno a questi importanti avvenimenti, si è avuta la giornata del 12 maggio dove sono state conferite le cittadinanze onorarie a Joachim Weidig, Vincent Scriboni e Gino Bartali. Oltre a spiegare nei dettagli i risultati della campagna di scavi, erano presenti anche i direttori dei musei che fanno parte del Patto di Amicizia i quali hanno potuto presentare le loro strutture.
Raggiunto telefonicamente è lo stesso sindaco di Belmonte Piceno Ivano Bascioni, a darci una valutazione su questa bellissima scoperta:

Credo che la cultura in generale e l'archeologia possano essere essere la base per il rilancio del nostro territorio. L'eccezionale ritrovamento del cofanetto potrebbe far accendere i riflettori sulle molteplici eccellenze che ci circondano. Mi auguro che questo sia stato solo l'inizio.”


E Adesso come proseguiranno i lavori?
Mi risponde direttamente la dott.ssa Benedetta Ficcadenti che fa parte della squadra degli scavi:
“Nel 2019 dovrebbero riprendere gli scavi e andremo a lavorare nella parte della Necropoli. Nei prossimi anni si riprenderà lo scavo dell'abitato e verrà scavato interamente.
Le zone in cui viviamo sono dal punto di vista storico di enorme valore. Hanno una grande importanza per la fase arcaica- picena. “




di Marco Squarcia
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 15-05-2019 alle 14:07 sul giornale del 16 maggio 2019 - 1841 letture

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