Monte Rinaldo: Storia della Cuma e ruolo dell’archeologo

2' di lettura 28/03/2019 - Il progetto Cumalab prosegue con alunni della Ugo Betti

Gli alunni delle classi prime della scuola secondaria di primo grado Ugo Betti, hanno visitato l’area archeologica del santuario ellenistico romano de La Cuma a Monte Rinaldo.
Tutto all’interno del progetto Cumalab iniziato da poche settimane nel borgo della media valle dell’Aso.
Il maltempo imperversato fino a poche ore prima nella zona ha leggermente modificato il programma della visita ma non l’ha impedita.
All’ingresso dell’importante sito archeologico, circa un centinaio di piccoli alunni sono stati accolti dalle operatrici culturali Silvia Valori, Francesca De Angelis, Letizia Pallotti, assieme a Danilo Federici di TuRisMarche.
Hanno potuto immergersi e conoscere la storia dell’area e le recenti scoperte avvenute nel corso delle campagne di scavo portate avanti negli ultimi anni dall’Università di Bologna, in collaborazione con il Comune e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche.
A raccontare l’esperienza è Silvia Valori, una delle operatrici culturali : “Dalle 9 e 30 a mezzogiorno circa un centinaio di bambini sono arrivati e si sono mostrati subito molto interessati a conoscere il sito, facendo anche domande pertinenti.
Prezioso il lavoro svolto dall’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Gianmario Borroni che ha predisposto tutto il necessario affinché la mattinata si svolgesse senza problemi. Il 12 marzo c’era stata la prima visita all’area archeologica inserita nel progetto Cumalab.
Ospite: la scuola media di Montegiorgio, i cui alunni hanno anche realizzato il laboratorio di scavo.
Molte sono le scuole che hanno prenotato da qui fino a maggio, quindi siamo molto soddisfatti-evidenzia il Sindaco.
L’area archeologica de La Cuma – sintetizza Silvia Valori – è sorta nel III secolo a.C in una zona di confine tra Fermo e Ascoli, e in base alle ricerche svolte nel 2017 e 2018, sappiamo per certo che era un area cerimoniale dedicata alla divinità Giove”.
Un gruppo di studenti della Ugo Betti si è poi recato a visitare il borgo medievale sulle colline della Valdaso, a partire dal belvedere e dall’arco di ingresso al centro storico.
Gli alunni hanno potuto conoscere così anche la storia dell’antico castello di Bucchiano, di cui oggi sono visibili solo pochi resti percorrendo l’omonima Contrada Bucchiano, situata nella periferia del paese. Inoltre, la professoressa e responsabile scientifica Tiziana Capriotti, ha spiegato ai ragazzi il ruolo dell’archeologo, i compiti che svolge e come avviene lo scavo secondo varie fasi: stratigrafia, conservazione, traduzione del significato dei reperti. L’esperienza ha permesso agli alunni di acquisire nuove competenze che potranno essere utilizzate in modo trasversale spaziando dall’arte, alla storia, alla geografia del territorio.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-03-2019 alle 13:05 sul giornale del 29 marzo 2019 - 485 letture

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