Rubrica - Il piccolo Augias racconta: “Vorrei ripartire dalla felicità”, romanzo di Sofia Giacomoni

3' di lettura 20/03/2019 - Questa rubrica ha lo scopo di far conoscere giovani scrittori del fermano, e lo fa, attraverso la recensione di un loro scritto, a scopo unicamente divulgativo.

Sono troppi i giovani autori talentuosi che ogni anno, pur scrivendo opere di un certo valore, finiscono nel dimenticatoio dopo aver pubblicato un libro con qualche piccola casa editrice. Se non sei un grande autore è difficile diventarlo e questo, come molte cose al giorno d'oggi, dipende più dal marketing e dalle “spinte giuste”, piuttosto che dal talento, il quale tuttavia, e questo bisogna pur tenerlo ben presente, non è sempre scontato. Oggi vi presento il romanzo “Vorrei ripartire dalla felicità”, scritto da Sofia Giacomoni e edito da Aletti Editore. Presentato per la prima volta a Palermo alla “Settimana del libro”, il testo era originariamente stato scritto per la partecipazione ad un concorso letterario. La storia narra la vita di Martina, una ragazza come molte altre, che si trova ad affrontare quel “mostro” che è l'anoressia, un'anoressia emozionale che nasce dalla convinzione che piacere agli altri sia il fine ultimo della vita. La protagonista, lentamente scivola nei suoi pensieri negativi e si adagia a vivere un'esistenza fatta di privazioni, non solo alimentari, che la portano ad adombrare tutto il proprio vissuto fino allo stremo dei sensi e della sopportazione. L'arco narrativo si svolge nel continuo dialogo fra Martina e sé stessa, dialogo che migliora pian piano attraverso l'incontro di due personaggi chiave, i quali, portandola, il primo lentamente e il secondo di scatto, al di fuori della comfort-zone tipica di questi disturbi alimentari, la svincolano dalle proprie convinzioni sbagliate, fino ad arrivare ad un punto di svolta che non starò qui a dirvi (leggetelo, è bello). Consiglio la lettura di questo romanzo principalmente alle mamme e ai papà di giovani adolescenti, perché conoscendo i ragionamenti e i derivanti comportamenti di Martina, sarà per loro più facile avvertire le prime avvisaglie di questo terribile disturbo, in modo da poterlo prevenire (soprattutto le mamme avranno piacere nel leggerlo, perché centrale nel testo, è proprio l'involuzione e poi l'evoluzione del rapporto fra Martina e sua madre). Quando le ho chiesto perché avesse deciso di scrivere questo romanzo, Sofia Giacomoni mi ha risposto che era sua intenzione scrivere un libro che potesse aiutare gli altri, proprio come altri autori, attraverso i loro lavori, le avevano permesso di crescere fino a diventare la persona che è oggi. Senza dubbio “Vorrei ripartire dalla felicità” è un romanzo breve meritevole, scritto bene, scorrevole e con un linguaggio e un lessico mai pomposo o aulico, quindi mai appesantito da virtuosismi obsoleti; un testo moderno e per i “moderni”, un testo di circa cento pagine che scorre veloce e che insegna più di qualsiasi servizio televisivo sulla questione. Potete trovarlo su Amazon. Grazie per l'attenzione e al prossimo libro!








Questo è un articolo pubblicato il 20-03-2019 alle 20:34 sul giornale del 22 marzo 2019 - 1550 letture

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