Vivere le storie: Daniela Andreatta

10/02/2019 - Altra zona, altra storia, altra vita che viene da lontano e che ha scelto di vivere qui. Si proprio qui nel nostro territorio!

Girando per le mostre ogni tanto si scoprono talenti che non si conoscono e dietro ogni oggetto, ogni forma di vita che dai colori o da un pennello, viene fuori, ci sono delle persone. Le opere di Daniela mi hanno trasmesso tranquillità, pace e riflessione, così mi sono incuriosito dell'artista e della donna, volendola conoscere.
Un'artista che trovo subito molto disponibile, calma, riflessiva, gentile. Una bella persona all'apparenza e non solo.
Davanti a due cappuccini parliamo, dopo che avevo visto in giro qualche sua opera, ho deciso di contattarla.

Daniela Andreatta ha chiare origini italiane, ma è nata in Germania per la precisione ad Ulm. I genitori erano, il papà trentino e la mamma siciliana. Si sono conosciuti come molti connazionali, quando sono emigrati nella terra teutonica. Daniela ha vissuto per quarant'anni ad Ulm e la sua è stata uan vita ricca di cambiamenti.

“Sono andata a scuola per diventare parrucchiera per tre anni, ho preso il diploma relativo. Non è che il lavoro in sé non mi piacesse ma non mi soddisfava appieno. A quei tempi, molto giovane, non sapevo cosa sarei diventata ma mi divertivo a sognare. Così ho preso e mi sono iscritta a scuola per diventare maestra d'asilo. Quest'esperienza è stata bellissima, soprattutto mi ha lasciato dentro tanto, a livello introspettivo mi sono elevata. I bimbi mi hanno insegnato ad essere pura, sincera, perchè sono onesti. “

E da qui....
“ E da qui ho scoperto la mia vena artistica, in cui sempre scorreva del sangue ma che ancora non riuscivo a riconoscere. Mi sono sentita più vicina alla mia natura. Volevo cambiare il mondo in quegli anni, o almeno contribuire a migliorarlo e ho capito che molti bimbi non stavano bene in famiglia e l'educazione va prima insegnata lì, in famiglia. Mi sono sentita però impotente con le poche ore a disposizione che avevo. Per fortuna la mia superiore mi ha dato dei compiti artistici da sviluppare coi bimbi, laboratori sopratutto. Ho contribuito così per qualche anno. Così mi sono avvicinata alla mia anima e al mio spirito e ho capito che l'artista poteva essere una strada. Ho cominciato a dipingere, disegnare e partecipo a qualche concorso per genere.

Da qui inizia il cambiamento, uno dei tanti.

“Ho passo qualche anno a lavorare per conto mio nella parrucchiera di una mia amica, avevo alla fine liste di attesa dei clienti lunghe setttimane. Questa fase e la condizione che ho riscontrato positiva e che ha fatto piacere alla gente, è stata che a lavoro i problemi, le ansie li ho lasciati fuori da lì. Parlare con la gente mi ha permesso di capire che potevo andare oltre, dandomi spunto per opere d'arte che potevano essere di spunto.”

E poi...
“Poi dopo sette anni me ne sono andata, ho conosciuto Damaris, che è diventata la mia gemella d'anima. Un bellissimo periodo.”

Che si è concluso di nuovo?
“Si, c'è stata la svolta decisiva della mia vita e del motivo per cui sono qui a parlartene. Una mia ex collega della scuola da tempo faceva con la sua famiglia vacanze in Italia e per la precisione qui, nel piceno e nel fermano. Così vollero comprarsi una casa a Montefiore. Io sono venuta a trovarla qualche volta. Finirono per stabilirsi in Italia. E un giorno purtroppo, il marito di lei morì. Non persi tempo e decisi di partire per Montefiore a farle compagnia. In questo momento conobbi Gianluca il loro vicino di casa che ora è il mio compagno nella vita. Volevo conoscere le mie origini da anziana, ma ho pensato di farlo passando per le colline marchigiane.”

Ed ora come state?
“Benissimo, abbiamo una casa in campagna ma non è stato facile. All'inizio ci vedevamo un po' qua e un po' a Ulm. Poi abbiamo deciso di rendere tutto più facile e io mi sono trasferita in modo definitivo. Ho pensato che qui potevo fare l'artista al 100%. Lo faccio tra oche, cani, gatti, galline, capre(Pablo è la nostra capra). Abbiamo un nostro orto, facciamo l'olio biologico che molto amici tedeschi si portano via, i formaggi ed altro; tutto per il nostro sostentamento ovviamente. “

E come fai l'artista?
“Come un'artista. Lavoro con materiali naturali, uso legno di mare, lamiere, riciclo e ridò vita alle cose. Credo molto nell'energia e nel risveglio. Ogni giorno moriamo e rinasciamo come nuovi. Da due anni ho fatto corsi e disegni e mostre: la prima a Pedaso con tutte donne. Ho partecipato ad Intano a Fermo e vinto un concorso d'arte a Petritoli. Molte sculture che faccio, se le portano via turisti del nord d'Europa che passano da queste parti. “

E gli italiani le acquistano?

“Apprezzano molto, anche in modo tecnico, ma a differenza di olandesi e tedeschi, credo abbiano meno disponibilità economiche. La differenza sta qui a mio avviso.”

E il futuro?
“L'idea è di creare arte al mare, in spiaggia e magari mostrarle. Ho conosciuto un musicista e abbiamo fatto serate musicali con la mia arte, lui suonava e mi accompagnava. Mi sono costruita un laboratorio a casa, piccino, e creo. Ospitiamo molti artisti e chi vuole a casa nostra per un periodo, per collaborare e inventare insieme. Vorrei che la mia casa diventi un rifugio dell'arte dove sentirsi liberi di creare. Gli animali sono liberi e questa è la nostra filosofia. “

Tuo marito allora è anch'esso un artista?
“No, faceva il tappezziere. Ora insieme gestiamo tutto e si è messo a praticare la pesca in modo serio.”

Poco altro da dire su Daniela e il suo mondo, che da sette anni è anche un po' il nostro.
Potete seguirla curiosando su Facebook


di Marco Squarcia
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 10-02-2019 alle 10:58 sul giornale del 11 febbraio 2019 - 1309 letture

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