La vita secondo Otto puntata 15 "Confini"

2' di lettura 04/02/2019 - Rubrica tenuta da tal Otto Von Fuestenberg, signorotto dal sangue blu nato con due forti valori: quello della riservatezza e quello della saggezza. Nella sua quotidianità osserva il piccolo mondo intorno a lui, cogliendo i lati comici degli umani paradossi

Quella mattina, come tutte le mattine, Otto si svegliò di buon ora.
Un rumore lo fece scattare come un dobermann: i suoi due vicini di casa stavano discutendo a gran voce.
Lo zoccolo antropologico sul quale si erge ritto in piedi uno degi orgogli dell'uomo è il senso del possesso. Possedere una casa, un'auto, possedere più terra del nostro vicino.
Due erano i soggetti coinvolti, contadini da sempre limitrofi e pacifici. Quella mattina uno dei due trovò il confine dell'altro più invadente del solito, precisamente sforava di nove centimetri, misurati, la proprietà privata del soggetto in questione.
Sorpresa. Scandalo. Rabbia.
E inevitabilmente guerra.
Il primo si avvalse di atti di proprietà in cui fosse lampante la giusta linea di confine, che chiaramente era a proprio favore.
L'altro scovò ulteriori atti di proprietà che, neanche a dirlo, disegnavano un'occupazione indebita da parte del primo.
Ognuno sembrava avere la propria ragione, di cui si vestiva come una giacca ornata dei più bei ricami. Non venendone a capo, la guerra dapprima psicologica si trasformò in fisica. I dispetti divennero vere trappole, i piccoli fastidi, concreti tranelli; entrambe le parti, supportate dai rispettivi familiari, percorrevano l'impervia stradina che porta alla maleficenza.
Accadde che la piccola e circoscritta lotta coinvolse altri vicini, che a loro volta si schierarono da una o l'altra parte, e poi altri ancora.
Affare di dominio pubblico.
Mass media.
Affare di Stato.
Lo Stato, stuzzicato dal rumor, si accorse che avrebbe potuto trarre vantaggio nel sostenere uno dei due contadini, quello più ricco.
Lo stato si schierò, appoggiò la faida, si fece complice.
Nuovi mass media intervennero. Più grossi e più loquaci.
Si sarebbe dovuto bloccare il litigio, spegnere il fuoco anziché alimentarlo, ma ormai, quella mattina, era già tardi.
Capuleti, Montecchi.
Israele, Palestina.
Il Signor Otto chiuse la finestra, consapevole che non avrebbe potuto discutere né con una né con l'altra parte, e lasciò fuori quegli iniziali battibecchi che mai credeva si sarebbero trasformati in guerre di potere.
Un assonnato
Otto Von Fuestenberg
Non c'è confine di proprietà se ci si ruba la libertà
S.B.








Questo è un articolo pubblicato il 04-02-2019 alle 21:49 sul giornale del 05 febbraio 2019 - 328 letture

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