Vivere Salute: Il maqui: elisir di benessere!

2' di lettura 26/01/2019 - Appuntamento con la Dottoressa Sonia Bolognesi, nutrizionista e biologa.

Il maqui (nome scientifico è aristotelia chilensis) è una bacca di colore porpora/viola/blue.
Dal punto di vista nutrizionale, risulta essere uno degli alimenti più ricchi di antocianine (troviamo prevalentemente la delfinidina), conferendo una capacità antiossidante estremamente forte. Il maqui è ricco di fibra, sali minerali (come manganese, calcio, magnesio, zinco, selenio), vitamine (soprattutto la riboflavina e la vitamina A e C).

Il maqui svolge numerose attività benefiche come:

-Aiuta a mantenere in salute il microbioma interno.

-Grazie alla vitamina A, aiuta a mantenere la pelle elastica, i capelli luminosi e svolge una funzione antiaging, mantenendo nello stato ottimale le membrane cellulari.

-Previene l’osteoporosi mantenendo in salute il tessuto osseo grazie ai sali minerali contenuti in essi .

-Aiuta a regolarizzare la peristalsi intestinale grazie alle fibre contenute in esse.

-Aiuta a regolarizzare i valori lipidici ematici (contribuendo a mantenere nel range ottimale il colesterolo, le LDL, le HDL, i trigliceridi).

-Essendo ricco di antiossidanti, combatte lo stress ossidativo che potrebbe danneggiare le molecole della cellula riducendo cosi il rischio di incidenza delle malattie cronico degenerative come i tumori.
E’ da sottolineare che gli antiossidanti si trovano nella buccia, da ciò si evince l’importanza di consumarle con la buccia.

- Aiuta ad abbassare l'omocisteina nel sangue grazie ai folati contenuti.

- Contrasta lo stress ossidativo post prandiale (dopo aver mangiato).

- Nella giusta dose, aiuta a mantenere nei valori fisiologici la pressione sanguigna.

- Aiuta a contrastare lo stress e il nervosismo grazie al magnesio, in quanto è cofattore enzimatico dell’enzima che catalizza la formazione della sintesi della serotonina (l’ormone della felicità).

Come potremmo consumarlo?

- O nello yogurt.

- O nell'insalatona mista come contorno dei pasti principali.


da Dott.ssa Sonia Bolognesi
biologa-nutrizionista





Questo è un articolo pubblicato il 26-01-2019 alle 04:45 sul giornale del 27 gennaio 2019 - 1676 letture

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