La Malaigia esprime forte perplessità sulla efficacia delle strategie di controllo antidroga nelle scuole, avanzate dal Garante dei diritti, dott Andrea Nobili

3' di lettura 24/01/2019 - La presenza di una divisa in ambiente educativo deve essere vista con rispetto e come figura di riferimento, come lo era un tempo, specie nelle piccole comunità.

Mi ha sorpreso leggere in questi giorni di perplessità riguardo ai controlli antidroga effettuati in diverse scuole della nostra regione, soprattutto nell'anconetano. In particolare, il Garante regionale dei diritti, dott. Andrea Nobili, ha auspicato diverse strategie, mirate unicamente al dialogo piuttosto che alla repressione, preoccupato che i ragazzi percepiscano un messaggio di sfiducia nei loro confronti. Sono perplessità che fatico a concepire.
Sento invece di dover esprimere il massimo supporto a tutte le azioni di controllo che le forze dell'ordine ritengano necessarie per la pubblica sicurezza, in particolare dei più giovani. Non ho motivo di dubitare che tali controlli negli edifici scolastici vengano eseguiti per ragioni fondate e con la dovuta attenzione al rispetto delle persone. Trovo che vedere la divisa come minaccia o presenza inquietante sia frutto di un orientamento politico che troppo spesso ha fatto percepire l'idea dello "sbirro nemico", piuttosto che come presenza che affianca e custodisce, a garanzia della sicurezza ed incolumità di tutti.
La presenza di una divisa in ambiente educativo deve essere vista con rispetto e come figura di riferimento, come lo era un tempo, specie nelle piccole comunità. Tanto meno può preoccupare la presenza di unità cinofile. I cani sono sempre stati fedeli amici dell'uomo, spesso preziosi per le forze di pubblica sicurezza per salvare vite umane in contesti drammatici, non possono costituire certo un pericolo. Distorcere ed interpretare situazioni in maniera strumentale mi suscita un interrogativo: "di chi è garante il dott. Nobili: dei minori, della loro sicurezza e di un ambiente scolastico pulito dentro e fuori... o di altro?"
E quando sento auspicare "nuove strategie di comunicazione e mediazione", che si traducono nella proposta di incontri sull'educazione alla legalità nelle scuole, mi chiedo se ci si accorga che tali iniziative esistono da decenni, a tutti i livelli di istruzione. Ma oggi viviamo un mondo in evoluzione, una società cambiata profondamente, minacce che aumentano, consumo di alcool e droghe ad un'età sempre minore, e se arriviamo all'ingresso di stupefacenti a scuola, non possiamo pensare di lavarci la coscienza con una conferenza sulla legalità. Parlare forse non è bastato. Se in alcuni casi l'attività educativa non è stata sufficiente, servono azioni più incisive.
Non può in alcun modo passare il messaggio che consumare stupefacenti tra minorenni sia "normale", tanto più se tali sostanze entrano nel luogo della formazione e crescita culturale qual è la scuola. Controlli mirati delle forze di polizia con cani antidroga possono contribuire a responsabilizzare i ragazzi ed aumentare la consapevolezza della gravità di determinati comportamenti. Se poi tali azioni avranno anche un effetto deterrente, non sarà certamente un male. E' positivo che la scuola venga percepita come luogo controllato e sicuro.


da Marzia Malaigia
Consigliere Regionale Lega





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-01-2019 alle 22:02 sul giornale del 25 gennaio 2019 - 1650 letture

In questo articolo si parla di attualità, lega, consigliere regionale, Marzia Malaigia

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