Maria Evangelista: Essere me stessa, la vittoria più grande

5' di lettura 23/01/2019 - "La tendenza a giudicare gli altri è la più grande barriera alla comunicazione e alla comprensione." Carl Rogers

Maria Evangelista, originaria di Montegranaro e residente a Matelica, ha ricoperto la carica di Presidente dell’ENS (Ente Nazionale Sordi) della sezione di Macerata nonché di Presidente Regionale ENS Marche. Negli anni ha saputo distinguersi per le sue doti indiscusse a livello umano e professionale. L’impegno profuso nel sociale e soprattutto per l’inclusione scolastica degli studenti sordi l’hanno resa un punto di riferimento per la comunità sorda locale e non solo. Abbiamo scelto di intervistarla e la ringraziamo di aver accettato di rispondere alle seguenti domande.

1. Il tratto principale del tuo carattere?
Essere me stessa rispettandomi prima di tutto come persona.

2. Qual è la qualità che apprezzi di più in un uomo?
L’onestà e la sincerità.

3. Qual è la qualità che apprezzi di più in una donna?
Le stesse dell’uomo, sono principi e valori di ogni essere umano.

4. Una persona a cui ti senti di dire grazie?
A una mia insegnante delle elementari che per prima ripose fiducia in me vedendomi come persona e non come sorda, credendo nel mio potenziale senza limiti.

5. Le tue passioni?
Leggere, viaggiare, fare trekking, yoga, giardinaggio e volontariato.

6. Che cos’è la felicità?
Il piacere di vivere accettando le piccole cose di ogni giorno come un dono positivo che abbiamo.

7. Il tuo colore preferito?
Verde, rosa e i toni pastello.

8. Il tuo fiore preferito?
Mughetto.

9. Il tuo animale preferito?
Il cane.

10. Il tuo rapporto con la cultura?
Avrei voluto continuare gli studi ma ne è mancata la possibilità e, per quanto fattibile, ho cercato di arricchire la mia formazione personale sia partecipando a dei corsi sia da autodidatta, informandomi, leggendo e seguendo l’attualità.

11. Il tuo libro preferito?
Vedere Voci ( Oliver Sacks) - Vivi tu per me (Paolo Mosca).

12. Cosa non sopporti?
L’approccio superficiale e arrogante che oggi si tende ad avere nei confronti della vita e soprattutto del prossimo; ancor più verso le disabilità, spesso a causa di una ignoranza comune.

13. Come ti senti attualmente?
Realizzata nella vita come donna, come madre e come persona sorda che si è accettata e che nel tempo e con l’esperienza ha accresciuto la propria cultura.

14. Che cosa significa per te inclusione?
Da persona sorda per me l’inclusione è sempre inerente alla disabilità; inclusione significa che tutto è accessibile a tutti: cultura, istruzione, informazione. Una vita aperta a tutti. La vera inclusione è quando ciò che è accessibile a uno è utile per tutti.

15. Il più bel giorno della tua vita?
Sono dei periodi. Innanzitutto la nascita dei miei figli e poi per 4 anni i periodi natalizi in cui con la mia famiglia avevamo in affido dei bimbi/ragazzi sordi della Bielorussia. Dare loro il piacere delle feste in famiglia, l’affetto, la normalità e il calore di una casa, il vantaggio di avere uno scambio comunicativo e culturale. Sono esperienze che rimangono nel cuore. Siamo ancora in contatto e ormai è proprio come sentirsi parte di una stessa famiglia.

16. L’ultimo ricordo da bambina?
La prima volta che indossai gli apparecchi andando a scuola. Un bimbo in classe con me, alla vista di “queste cose strane” iniziò a chiedermi cosa fossero e a deridermi. Oggi lo chiameremmo “bullismo”, allora questi termini non si usavano ed erano solo esperienze. La mia reazione? Replicare, chiedendo cosa fossero “quei cerchi strani sui suoi occhi”. La maestra, da persona adulta e saggia, ci fece comprendere come fossimo alla pari, io con i miei apparecchi e lui con i suoi occhiali.

17. Il più bel luogo che hai visitato?
Le Dolomiti. Quando sei lì sembra di essere a un passo dal cielo e avverti un senso di libertà profondo. Aggiungerei anche Matera, la città dei Sassi, una delle più antiche e per me più belle al mondo.

18. L’ultima volta che ti sei commossa?
Al matrimonio di mia figlia.

19. Il momento più bello della tua carriera?
Al di là dell’ambito professionale, parlerei di una esperienza che non definirei carriera, bensì volontariato: quello all’interno dell’Ente Sordi. Per me i momenti più belli sono legati a questa esperienza a cui ho dedicato quasi una vita... 19 anni come presidente ENS provinciale di Macerata e 8 mesi come Presidente regionale Marche (con dimissioni per motivi personali). Perciò a questa domanda mi sento davvero di rispondere con un ricordo, con la più grande soddisfazione legata a questa esperienza seppur non lavorativa: avendo da sempre a cuore l’istruzione dei bambini sordi, il più bel momento fu l’avvio nella nostra provincia del servizio di assistenza alla comunicazione scolastica formata e professionale, che rispecchia il diritto e la libertà dei bimbi sordi di andare a scuola affiancati da personale qualificato. Andare a scuola avendo così accesso a ogni attività e stimolo come tutti.

20. La tua canzone preferita?
Imagine (John Lennon).

21. Credi in Dio?
La mia fede in Dio esiste, è volontà, è la mia natura che mi accompagna ogni giorno.

22. Se la sordità fosse un sentimento, quale sarebbe?
Per me è un mondo immenso con tutte le sue sfaccettature.

23. Hai un sogno?
Il sogno sarebbe una società più umana, in equilibrio tra diversità e uguaglianza.

24. Qual è il tuo motto?
Non mollare mai, affronta e guida le tue insicurezze!


di Michele Peretti
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 23-01-2019 alle 19:06 sul giornale del 24 gennaio 2019 - 2097 letture

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