Il convegno dei negazionisti dell’Aids nella sede della Croce Verde di Fermo

8' di lettura 29/11/2018 - “Un’incredibile serie di falsità scientemente architettate, di comportamenti di cinica indifferenza di fronte al diritto alla salute, di logiche affaristiche incuranti del giuramento di Ippocrate…”. Accuse gravissime formulate nei confronti di chi cura il virus dell’Hiv con i farmaci antiretrovirali.

Perché l’Hiv non causerebbe l’Aids, anzi l’Aids non esiste proprio. A sostenerlo sono quelli che vengono chiamati i “negazionisti” dell’Aids, convinti che la scoperta della Sindrome dell’immunodeficienza acquisita (Aids) sia “una colossale frode scientifica” e che “la presunta epidemia di Aids sarebbe una mera bufala propagandata per massimizzare la vendita dei costosi farmaci antiretrovirali”.

Parole che ricordano quelle di Claudio Pinti, l’autotrasportatore di Osimo accusato di aver infettato con l’Hiv la compagna, deceduta un anno fa, e la nuova fidanzata e che al momento dell’arresto, lo scorso giugno, dichiarò alla polizia di aver avuto rapporti sessuali non protetti con 228 partner e che secondo lui l’Hiv non esisteva (https://vivere.biz/aVzk). Una vicenda che ha scosso l’opinione pubblica non solo marchigiana, ma nazionale. Perché Pinti ha ammesso di aver avuto rapporti non protetti in diverse parti d’Italia, durante gli spostamenti per il suo lavoro.

Ora, le pericolosissime teorie dei negazionisti dell’Aids, da alcuni paragonati ai negazionisti dell’Olocausto, ricevono spazio e legittimazione in un convegno a Fermo, ospitato nientemeno che nella sede della locale Croce Verde. L’evento è in programma per sabato 1° dicembre, nella Giornata Mondiale contro l’Aids.

La notizia è stata data in un primo momento dal Resto del Carlino, che ha pubblicato il comunicato stampa degli organizzatori: il Comitato fermano per la libertà vaccinale e l’Associazione culturale Indaco. La notizia si è poi diffusa rapidamente sui social, innescando discussioni e critiche. Tra i primi e denunciare il convegno negazionista dell’Aids è stato sul suo profilo Facebook Guido Silvestri, medico e scienziato originario di Senigallia, professore alla Emory University di Atlanta, tra i massimi esperti mondiali di Aids, nominato presidente del consiglio scientifico dell'ANRS, l'agenzia francese che dal 1988 coordina le ricerche sull'AIDS, e di recente chairman del Department of Pathology & Laboratory Medicine della Emory University School of Medicine. Del fenomeno del negazionismo dell’Hiv/Aids avevamo parlato proprio con Silvestri in un’intervista che aveva rilasciato lo scorso giugno a Vivere Senigallia (https://vivere.biz/aVDs) nei giorni in cui era esploso il caso di Claudio Pinti.

Per come la vedo io – aveva detto Silvestri sul caso Pinti -, i veri responsabili di questo terribile episodio sono quei ‘medici’, a volte anche infettivologi, che direttamente o indirettamente gli hanno messo in testa questa idea folle del ‘negazionismo’, una idea che nel mondo ha già causato un numero enorme di morti. E mi pare assurdo che il paziente sia finito in galera mentre questi cattivi consiglieri non solo la fanno franca, ma addirittura vengono omaggiati ed invitati a fare conferenze, come purtroppo è avvenuto alcuni mesi fa nella nostra Senigallia”. Il riferimento era all’incontro sui vaccini organizzato da Senigallia Bene Comune e che aveva per relatore Fabio Franchi, medico in pensione con un passato da negazionista dell’Aids, che appena un anno fa scatenò un aspro dibattito sui social e sui giornali.

Silvestri era poi intervenuto personalmente a Senigallia in un incontro pubblico su scienza e vaccini al Teatro La Fenice, organizzato da Vivere Senigallia (di cui abbiamo pubblicato anche il video) (https://vivere.biz/aPqP). In quell’occasione il professore aveva descritto il suo lavoro di ricerca sull’Aids negli Stati Uniti, con un racconto personale e toccante dei pazienti e amici che aveva visto morire nel suo lavoro di medico.

Fino alla metà degli anni ’90 la morte era l’esito inevitabile per chi contraeva il virus dell’Hiv e poi sviluppava la malattia vera e propria. l’Aids, che priva i pazienti di ogni difesa immunitaria, causandone la morte anche per infezioni comuni, soprattutto per polmonite.

Oggi, invece, grazie alla ricerca scientifica di Aids non si muore più. I pazienti affetti da Hiv non sviluppano la malattia se trattati per tempo, con i farmaci antiretrovirali. Possono condurre una vita normale e avere figli, senza trasmettere loro il virus. Risultati che sembravano impensabili quando intorno alla metà degli anni ’80 scoppiò l’epidemia.

Ecco perché quando vengono organizzati convegni in cui si nega la validità di queste cure e addirittura la stessa esistenza dell’Aids, Silvestri e i suoi colleghi si indignano. Decine di medici hanno visto morire i loro pazienti di questa terribile malattia senza poter fare nulla, quando l’Aids ancora non si poteva trattare. Un’indignazione che è più forte, quando a sostenere teorie mortali sono addirittura medici o quando sedicenti esperti vengono ospitati nelle sedi di quelle associazioni votate al soccorso sanitario e all’assistenza ai malati.

Nel comunicato del convegno di Fermo viene annunciata la partecipazione della giornalista britannica Janine Roberts, personaggio noto negli ambienti complottisti, che presenterà il libro “Fear of the Invisible”. La presentazione viene annunciata come “prima assoluta”, peccato però che il libro sia stato pubblicato dieci anni fa, nel 2008.

Ci si chiede quale sia lo scopo di questa iniziativa, cosa si vuole ottenere o dimostrare e perché un’associazione dedita al soccorso di chi sta male o è in pericolo di vita debba dare spazio a simili iniziative. Nella nota diffusa dalla Croce Verde di Fermo per spiegare la concessione della sala conferenze al convegno negazionista dell’Aids si legge: “La Croce Verde ha da sempre messo a disposizione i propri locali, in maniera democratica, a tutte le associazioni del territorio legalmente costituite, i cui fini non collidano con la legge o con il suo statuto. Condividere i locali non significa certamente essere in sintonia con i temi trattati nelle varie assemblee, e mai c'è stato un coinvolgimento diretto della Croce Verde sulle tematiche di volta in volta discusse. In particolare, nessun avallo è stato fornito dalla Croce Verde a teorie cosiddette no vax o negazioniste dell'esistenza del virus HIV. Il convegno che avrà luogo nei nostri spazi sarà pubblico, e per questo ci auguriamo che, oltre che manifestare il proprio dissenso nei social, possa essere quello il giusto spazio per un qualificato contradditorio. La Croce Verde è ovviamente a disposizione per chiunque intenda organizzare un incontro volto a controbattere le tesi che saranno sostenute” (https://www.facebook.com/CroceVerdeFermo/posts/1992392950798294).

A queste spiegazioni, tuttavia, ha risposto l’Anlaids Marche, con una lettera del presidente Luca Butini indirizzata al presidente della Croce Verde di Fermo: “Egregio Presidente, sono profondamente addolorato nel leggere sul ‘Carlino’ che la Croce Verde di Fermo ospiterebbe un evento che non esito a definire vergognoso. Mi riferisco alla presentazione di un libro che propaganda i temi del più bieco e becero negazionismo in merito all’esistenza del virus HIV e dell’AIDS, prevista il 1 dicembre prossimo, proprio in occasione della Giornata Mondiale per la Lotta all’AIDS. Uno sfregio nei confronti dei 35 milioni di morti per AIDS, delle persone che oggi cercano di vivere una esistenza serena pur avendo contratto la malattia, di chi si impegna quotidianamente per cercare di arginare il contagio che ancora oggi, per rimanere nel nostro Paese, colpisce una persona ogni poco più che due ore. Ai volontari della Croce Verde di Fermo sarà senz’altro capitato di soccorrere ed assistere un malato di AIDS e sono certo che l’avranno fatto con la massima umanità e professionalità di cui sono capaci. Ebbene, contribuire, anche solo ospitando una manifestazione di tal genere, alla diffusione di tesi prive di alcun fondamento scientifico non fa onore al loro impegno e, soprattutto, rappresenta una minaccia per i tanti che, spesso inconsapevolmente, continuano ad esporsi al rischio di infezione. Le chiederei di riflettere sulla responsabilità morale che si assume avallando questa posizione" (https://www.facebook.com/anlaidsmarche/photos).

In questi giorni l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato i dati sulla diffusione di HIV e AIDS in Italia: nel 2017 sono state segnalate 3.443 nuove diagnosi di infezione da HIV in Italia, pari a 5,7 nuovi casi per 100.000 residenti.

Oltre ai dati, significativa è la testimonianza di chi ha vissuto da vicino il dramma dell’Aids, per aver colpito un proprio familiare quando ancora non c’erano i farmaci antiretrovirali. La nostra concittadina Valeria Valenti, che ringraziamo, ci ha raccontato di suo fratello, morto di polmonite nel 1993 all’ospedale Umberto I di Ancona, nel reparto malattie infettive. Non è stato facile trovare per lui un posto letto e quando il fratello di Valeria è stato ricoverato ad Ancora “era tardi e si è spento lì. Abbracciavo i suoi piedi ed i miei genitori le sue mani… Mio fratello è stato utile a Guido (Silvestri, ndr). Dice che in tutti questi anni, specie agli inizi della sua permanenza Oltreoceano, gli ha fatto forza e compagnia”.






Questo è un articolo pubblicato il 29-11-2018 alle 11:51 sul giornale del 30 novembre 2018 - 1337 letture

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