"Dove tutto è stato preso": ad Amandola uno spettacolo sul concetto dell'abitare

2' di lettura 18/11/2018 - “Dove tutto è stato preso” è il titolo dello spettacolo a due voci dalla compagnia Bartolini/Baronio, andato in scena sabato 17 novembre, al Cineteatro Europa di Amandola.

L’allestimento ruota attorno a una riflessione sul concetto dell’abitare, messo a rischio in una società contemporanea, che tende sempre più a creare situazioni di isolamento piuttosto che di apertura. La spoglia scenografia occupa diversi luoghi, come più stanze, o più abitazioni, inizialmente separate tra loro, che trovano, infine, una connessione grazie ad un ponte di luci. La casa non deve essere costituita da quattro mura che vogliono escludere l’altro, deve essere invece lo spazio della protezione, della cura e, soprattutto, della condivisione, intesa come creazione di una comunità di persone. Quest’ultimo era un valore molto sentito dalle generazioni passate, come quella dei nostri nonni, che si sta perdendo però in una società sempre più frenetica, dove ci si interessa sempre meno all’altro. L’abitazione non è intesa quindi come luogo fisico, ma come un sentimento, quello dell’amore, parola che oggi ha perso il suo significato profondo. L’amore è, infatti, ciò che ci lega agli altri esseri umani, ma è anche avere un sogno, o un progetto, come quello di una famiglia, e una speranza di poterlo realizzare in futuro. Queste sono state le tematiche che hanno riempito la serata di ieri, ancor più importanti per gli abitanti di Amandola, che sono stati costretti a confrontarsi con i problemi di questo tipo a causa del terremoto del 2016, che ha allontanato molti dal loro paese d’origine. Molte sono le abitazioni che devono ancora essere ricostruite, ma la ripartenza deve essere prima di tutto una ricostituzione della comunità divisa, come anche gli interpreti hanno cercato di comunicare nel corso del loro spettacolo. “Dove tutto è stato preso” si è aperto con un suggestivo monologo dell’attore Michele Baronio, che ha dato voce alle preoccupazioni di uomini, donne, anziani e giovani del nord e del sud Italia, che ogni giorno devono affrontare problematiche connesse con la crisi economica, la mancanza del lavoro, l’inquinamento e l’isolamento sociale. Impossibile non immedesimarsi nelle battute, fatte di frasi prese dalla vita di tutti i giorni e recitate dall’interprete come in un lungo sfogo collettivo.






Questo è un articolo pubblicato il 18-11-2018 alle 18:01 sul giornale del 19 novembre 2018 - 559 letture

In questo articolo si parla di attualità, articolo, Gloria Coccia

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