Petrini a Cesetti: "Le Marche non possono essere governate in modo ordinario"

1' di lettura 09/11/2018 - Mi ha strappato un sorriso la lettura odierna delle dichiarazioni attribuite a Fabrizio Cesetti a proposito del Congresso del PD e del lavoro svolto dalla Giunta regionale.

Sorriso difficile da trattenere ricordando il fatto che l’anno scorso aveva manifestato la volontà di dimettersi dalla carica di Assessore denunciando il suo disagio a far parte di una Amministrazione che dal suo punto di vista non funzionava. Se lo ricorda bene il precedente segretario della federazione fermana che, non con poco sforzo, lo ha fatto desistere. E se lo ricordano bene i molti a cui lo ha recentemente rammentato nel corso di una Segreteria.

Fabrizio aveva motivato il suo proposito con una frase che a Fermo è diventata un tomentone: “per riconquistare la mia agibilità politica!”. Se adesso ritiene che invece la Giunta abbia lavorato non bene ma benissimo il primo ad esserne felice sono io. Sono infatti convinto che abbiamo bisogno di lavorare benissimo per far fronte ad una situazione inedita e preoccupante di questa nostra regione. Le Marche, sconvolte dal terremoto e fiaccate dalle crisi economica, non possono certo essere amministrate con un approccio ordinario.

Una questione al centro del Congresso, nel quale dobbiamo discutere proprio per confrontare le diverse idee attraverso le quali risalire la china. Abbiamo bisogno di un grande progetto unitario che difficilmente potrà venire da quel pensiero unico che si nascondeva dietro la volontà di imporre un candidato unico al Congresso. Per riuscirci dobbiamo aprirci al contributo di tutti e rimettere in discussione le nostre convinzioni. Non dobbiamo chiuderci, non dobbiamo arroccarci.


da Paolo Petrini
vicepresidente Regione Marche





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-11-2018 alle 16:28 sul giornale del 10 novembre 2018 - 459 letture

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