Film evento, venerdì 21 settembre, al Multiplex Super8 di Fermo

3' di lettura 19/09/2018 - Lo scrittore fermano Angelo Ferracuti presenterà la versione in lingua originale, e sottotitolata, dello storico film Toro scatenato firmato da Martin Scorsese.

Sul grande schermo scorrerà la storia di Jake La Motta, proveniente dall'ambiente italo-americano e dalla miseria, cosciente e orgoglioso della propria forza taurina. Con il nomignolo di Toro del Bronx, nel 1941, inizia la sua carriera trionfale nella boxe. Ribelle a qualsiasi condizionamento, rifiuta le protezioni mafiose di Tommy Comoe e famiglia; praticamente gestisce se stesso con il solo aiuto del fratello Joey nelle vesti di manager. Nel frattempo, di carattere duro e primitivo, abbandona la moglie ebrea e sposa Vickie, una ragazza che, a causa della sua bellezza, lo renderà sempre più geloso e tirannico. Le sue vittorie lo portano di diritto ad essere il candidato per la corona mondiale dei pesi medi.
La scelta di affidare la presentazione a Ferracuti non è casuale. Lo scrittore racconta in una intervista che la boxe lo ha «sempre attratto fin da ragazzino, quando insieme a un gruppo di amici frequentammo per un breve periodo la pugilistica Nike, nel periodo in cui salivano sul ring campioni come Nino Benvenuti e Cassius Clay, noto per le sue battaglie civili e il rifiuto di combattere in Vietnam...»
Ma c'è un altro motivo: l'amore che gli viene dalla letteratura americana, «da Jack London, che fu persino cronista di pugilato, Hemingway, Nelson Algreen, da quel libro bellissimo, Sulla boxe, scritto da Joyce Carol Oates, autrice anche di una biografia di Mike Tyson, ma soprattutto da Norman Mailer che ne La sfida raccontò l'incontro del secolo, quello tra Alì e Foreman in Senegal...». Un incontro che, svela Ferracuti, «io guardai di notte insieme a mio padre, con tutti i risvolti politici che si possono cogliere nel bellissimo documentario Quando ero re».
Inoltre, Ferracuti avrebbe voluto scrivere un libro sulla boxe, richiestogli da Repetti, l'editor che oggi cura Einaudi Stile Libero. Fu in quella occasione che «ho visto anche molti film, da Rocco e i suoi fratelli, drammaticissimo, a Lassù qualcuno mi ama, e naturalmente anche Toro scatenato». Per lo scrittore fermano, Jake La Motta, il Toro del Bronx, è «probabilmente il più grande pugile di tutti i tempi». Nella parole di Ferracuti si coglie anche un altro aspetto del pugilato.
«Quasi tutti i boxeur venivano dal proletariato, il ring diventava un luogo dove vivevano il loro riscatto, aveva a che fare con la lotta di classe, però mi attraeva anche il combattimento, che spesso finiva per ko, e stavo sempre dalla parte del perdente.
Quel libro che non scrissi mai doveva intitolarsi Corpo a corpo - storie vere di pugili, e mi interessavano i pugili di provincia, quelli sfortunati e comuni, come i senegalesi "Kalenga e Kamunga"». Quelli della squadra pugilistica di Bruno Cozzi di Sant'Elpidio a Mare che richiamava giovani pugili africani, tra cui il futuro Campione dei pesi medi Kalambay, nel ricordo degli anni passati, da poliomelitico, all'Istituto Don Gnocchi di Parma, accanto a ragazzi africani nelle sue stesse condizioni.
L'inizio dell'incontro è stato fissato per le ore 21.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-09-2018 alle 14:50 sul giornale del 20 settembre 2018 - 430 letture

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