Riscoprire le proprie origini: il convegno ad Amandola per i 770 anni del libero Comune

2' di lettura 16/09/2018 - Si è tenuto sabato 15 settembre, all’Auditorium Vittorio Virgili, il convegno per i 770 anni dall’istituzione del libero Comune di Amandola.

L’incontro è stato organizzato dall’associazione culturale DINOS e si è aperto con i saluti del sindaco Adolfo Marinangeli. Al dibattito, moderato dal dottor Mario Antonelli, hanno preso parte: Giuliano Pinto, professore dell’Università di Firenze, che si è soffermato sul contesto delle autonome locali nel territorio marchigiano tra il XII e il XIV secolo; Emanuela di Stefano, professoressa dell’Università di Camerino, che ha cercato di riscostruire, a partire dalle fonti dell’epoca, gli usi, i costumi, la società e l’economia amandolese; e, infine, la dottoressa Laura Ciotti, responsabile dell’Archivio di Stato di Ascoli Piceno, che ha restituito uno spaccato di vita quotidiana nel tardo Medioevo partendo dalle fonti archivistiche.
Il Comune di Amandola è nato attorno al 1248 grazie all’unione dei tre castelli di Leone, Marrubbione e Agello. Benché le dimensioni fossero quelle di un piccolo o medio centro, la città aveva in realtà una conformazione molto differente da quella delle aree rurali e contadine. Molti elementi, deducibili dalle fonti storiche, hanno piuttosto fatto emergere l’immagine di un Comune in possesso di una spiccata impronta urbana.
Amandola vantava, infatti, in età medievale, una fervente attività sociale ed economica, con la presenza di un numero consistente di artigiani e di mercanti. Dal punto di vista architettonico il paese era provvisto di una cinta muraria e di numerosi conventi degli ordini mendicanti. Dal punto di vista giuridico, invece, il territorio era governato tramite un proprio Statuto ed era, inoltre, indipendente dai grandi centri della zona.
Tutte queste considerazioni, emerse nel corso del convegno, hanno portato i presenti a fare un tuffo nel passato e a riscoprire le proprie origini. L’incontro è stato un momento significativo per tutta la cittadinanza, perché, riportando le parole del professor Pinto, “conoscere la propria storia non è un esercizio fine a se stesso, ma serve a capire meglio la realtà del presente”.








Questo è un articolo pubblicato il 16-09-2018 alle 21:11 sul giornale del 17 settembre 2018 - 522 letture

In questo articolo si parla di attualità, articolo, Gloria Coccia

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