L'angolo della psicologa: “Prevenire o combattere il bullismo?”

11/09/2018 - Si può evitare che gli episodi di bullismo si verifichino? In che modo? Agire nel contesto familiare è il primo step: creare un clima favorevole all’espressione delle emozioni sia positive che negative, stabilire poche regole ma coerenti e funzionali all’obiettivo che si vuole raggiungere, da spazio al dialogo e favorire uno sviluppo dell’autostima nel minore.

Già all’età di otto o nove anni si può diventare vittima di bullismo o esserne i protagonisti. Se in una famiglia vige il rispetto delle regole, un’affettività espressa e non celata, dove educare significa dare dei limiti senza punire o concedere troppo, difficilmente un bambino diventerà un bullo.
Quando però un bambino può diventare una vittima? Uno stile genitoriale di attaccamento insicuro o di tipo ansioso, contrassegnato da timori, da ansie eccessive o da una mancanza di gesti amorevoli che sono fondamentali per un sano sviluppo psicofisico ed una maturazione dell’identità psicologica, può generare nel bambino una bassa autostima, un’immagine di sé insicura, pertanto il minore non ha le risorse adeguate per difendersi da ipotetici bulli.
Uno stile educativo incoerente, caratterizzato da dinamiche interrelazionali aggressive, anche solo verbalmente, ha un’alta probabilità di generare dei bulli.
Ai primi segnali di insofferenza emotiva, alle prime evidenze di comportamenti problematici, non nascondete ciò che succede, non rifiutate le osservazioni fatte dalle insegnanti nel contesto scolastico, ponetevi in un’ottica di ascolto e di collaborazione, a casa parlatene tra voi genitori e con i figli stessi, se poi non siete in grado chiedete aiuto e non ne abbiate timore!





Questo è un articolo pubblicato il 11-09-2018 alle 21:38 sul giornale del 12 settembre 2018 - 1253 letture

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