L’angolo della psicologa: "Un pet per amico"

08/08/2018 - L’animale da compagnia ovvero il contatto con un animale, che può essere cane o gatto o un coniglietto, che possono rientrare rispetto ad altri nella routine domestica, costituisce una bella occasione di crescita perché il pet ha per l’individuo una grande valenza emotiva: accarezzarlo e coccolarlo provoca una gradevole sensazione psicofisica e può stimolare creatività e capacità di osservazione.

Oggi ci sono degli interventi specifici che aiutano a promuovere una relazione benefica tra pet ed essere umano, sia esso bambino o anziano o disabile e si chiamano Interventi Assistiti con gli animali (IAA): l’intento è promuovere una sintonia tra i due al fine di stimolare una forte attivazione emozionale e un’apertura a nuove esperienze, a nuovi modi di comunicare.
La relazione con l’animale può costituire un canale privilegiato di comunicazione e di espressione emotiva , laddove altri tipi di relazione risultano inefficaci. Ricordate sempre: l’animale non giudica, non rifiuta, si dona totalmente, favorisce la socializzazione, aumenta l’autostima perché non ha pregiudizi. Interagire con un animale può voler dire per un bambino con problemi , sviluppare processi di apprendimento più rapidi, imparare a prendersi cura di qualcuno diverso da sé. L’esperienza di vivere con un animale è unica perché grazie ad esso si sperimentano emozioni uniche e se ben guidati dagli adulti, i bambini imparano cosa sia il rispetto, a tollerare l’aggressività e a canalizzare maggiormente l’attenzione.
Per un adulto la relazione con l’animale potrebbe riaccendere l’interesse verso gli altri, attraverso stimolazioni sensoriali e tattili, creando un’empatia che induce anche pazienti depressi o in isolamento a reagire e a sentirsi utili. Pensate all’anziano! L’animale potrebbe diventare per lui uno scopo di vita: il pet va accudito, nel caso del cane, va portato a passeggio e quindi gli offre la possibilità di incontrare persone e di non isolarsi. Il prendersi cura di qualcuno, offre alla persona , sia anziana sia disabile, la possibilità di rendersi utile e di avere delle minime responsabilità, seppur con l’aiuto di un caregiver.
Ma attenzione: un cane non è un babysitter e non è un peluche!





Questo è un articolo pubblicato il 08-08-2018 alle 14:16 sul giornale del 09 agosto 2018 - 1339 letture

In questo articolo si parla di psicologia, cultura, bambini, anziani, disabilità, relazioni, pet terapy, articolo

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