Vivere le storie: Jacqueline Asia Di Battista

7' di lettura 29/07/2018 - Oggi vi portiamo a scoprire un giovanissimo talento che da qualche anno vive a Fermo e che ha già fatto molto parlare di sé. Una ragazza semplice con una famiglia molto forte alle spalle. Un'intervista davvero emozionante.

Presentati ai nostri lettori.
Mi chiamo Jacqueline Asia, vivo a Fermo da tre anni. Sono nata e cresciuta in Toscana in un paese della provincia di Pistoia dove ho vissuto un infanzia serena circondata dall’affetto di molte persone, soprattutto della mia famiglia che ha sempre stimolato tutte le mie passioni. Sono stata figlia unica fino a 10 anni. Oggi ho uno splendido fratellino che è il regalo più bello che i miei genitori mi hanno fatto. Almeno è così che io lo considero. Un regalo meraviglioso.”

E la tua passione per la musica dov'è incominciata?

“Non ricordo con precisione quando è realmente nata la mia passione per la musica. Ho delle foto di quando avevo due anni in cui avevo già un bel po’ di strumenti giocattolo, quindi suppongo che a quell’età questa passione fosse già presente in me. Mia madre mi dice sempre che ho iniziato a chiedere a quell’età di andare ad imparare a suonare sia il pianoforte che la chitarra. A due anni e mezzo, per farmi contenta, chiamò un maestro di pianoforte per chiedergli se potevo iniziare a prendere lezioni. Il maestro gli rispose che ero troppo piccola e che l’unica cosa che mia madre poteva fare era di imparare lei stessa per trasmettermelo giocando. Così diciamo che la cosa, non essendo mia madre interessata ad imparare a suonare, è stata rimandata fino a quando ho compiuto 5 anni. Non ho dei musicisti in famiglia, non professionisti almeno. I miei genitori però, hanno sempre ascoltato moltissimo la musica. Mio padre è appassionato di rock, passione che mi ha trasmesso, mentre mia madre ha sempre amato qualunque genere musicale, compresa la musica classica che ascoltava quando mi aveva in grembo. Tempo fa infatti, per decidere quale pezzo portare ad un esame di conservatorio, sono incappata in Moonlight di Beethoven e ho notato che mi faceva un effetto davvero stranissimo. Quando glie l’ho fatto notare mi ha detto: “Lo riconosci … lo ascoltavo sempre quando ti aspettavo!”

Come mai siete arrivati a Fermo?

“La mia passione ci ha portati tutti a Fermo. Ci parlarono di questo conservatorio, dove a detta di tanti si studiava molto bene e dove gli studenti erano seguiti meglio proprio per le sue dimensioni. Ed è proprio presso il “Pergolesi” di Fermo che studio oggi, oltre ad essere una studentessa del liceo Scientifico “Calzecchi-Onesti”.Quest’anno ho frequentato il primo anno del corso di laurea per pianoforte insieme al primo liceo ed oltre a studiare pianoforte in conservatorio studio anche violino privatamente con la Professoressa Laura Pennesi. Da quando ho iniziato a studiare pianoforte è iniziata per me una sorta di sperimentazione personale. Così, parallelamente allo studio dello strumento, mi sono sempre divertita a inventare qualche musica mia, con i mezzi che ovviamente avevo a disposizione. La prima, la ricordo ancora, era una “colonna sonora” per il cartone animato Scooby Doo. Avevo 6 anni. Non ho più smesso. Ho sempre pensato che questa mia passione per la composizione sarebbe rimasta fra le mura della mia cameretta.”

E cosa è successo a rompere questo pensiero?
“L’anno scorso invece mi è capitato che uno scrittore Pistoiese, dopo aver ascoltato un mio pezzo, mi ha proposto di scrivere qualcosa per le immagini di un libro. Un libro fotografico molto bello per cui lui aveva scritto i testi. Il libro si chiama Rapa Nui e le immagini scattate da un noto fotografo e regista Rai sono arrivate a casa mia in anteprima, per vedere se mi ispiravano qualcosa. Cosi sono nati 3 pezzi, che ho poi suonato dal vivo in occasione della presentazione di questo libro al teatro Bolognini di Pistoia. In seguito, visto che i pezzi erano piaciuti molto, sono stati pubblicati su tutte le piattaforme internet, inclusa Spotify e Itunes. Ho continuato a scrivere e a inventare musica, come mi capita in continuazione.”

Da cosa trai l'ispirazione?

“Mi capita molto spesso di sognare la musica che scrivo. All’inizio mi alzavo arrabbiata perché ricordavo di aver sognato della musica ma non riuscivo a risuonarla. Poi ho cominciato a ricordare i pezzi che sognavo e a riuscire a suonarli la mattina ed è così, per esempio, che è nato il pezzo del video che ha visto anche lei. “Il giardino dei ricordi”.Un omaggio a tutti quei luoghi e quelle persone che non sono più presenti nella quotidianità ma che lasciano in qualche modo dentro noi un segno indelebile. Io di persone e luoghi indelebili nel cuore ne ho molti. “

Altri eventi o appuntamenti da ricordare per te, che già giovanissima vedo ti sei fatta tante esperienze importanti...

“Ho avuto l’onore di suonare questo pezzo insieme agli altri 5 del mio album ”Il volo della libellula” anche all’ambasciata cilena a Roma dove sono stata accolta con un calore incredibile. Essendo mia madre di origine cilena, l’ambasciata mi ha accolto come un orgoglio tutto loro e questo mi ha fatto sentire davvero molto fortunata e molto felice. Ne sono onorata. Come massimo segno di gratitudine mi hanno proposto di avviare le pratiche per prendere la cittadinanza cilena … per aiutarmi a promuovere anche lì la mia musica. Non vedo l’ora che i documenti siano pronti!Nel frattempo i marchigiani non sono stati da meno e mi stanno offrendo molte opportunità per esibirmi dal vivo e poter promuovere la mia musica. Giovedì sarò a Milano presso una fondazione di giovani autori per un esibizione live in cui suonerò un pezzo inedito che ho scritto per l’occasione, si chiama ”Grido”.”

E hai mai partecipato a concorsi o altro del genere, magari per giovani talenti?

“Non sono una persona particolarmente competitiva, anzi non lo sono per niente. La competizione mi mette a disagio. La musica per me è una forma di espressione. E’ il modo di esprimere i miei sentimenti. La più grande soddisfazione per me è quando la gente che abita intorno a casa mia, mi ferma per strada e mi dice “sei tu che suoni li al primo piano? Mi sono fermata ad ascoltare sotto la tua finestra… il modo in cui suoni mi fa emozionare”. In quel momento vinco un premio, perché vuol dire che quello che provo quando suono è arrivato dall’altra parte, sono riuscita a trasmetterlo ed è bellissimo.”

E al tua famiglia, com'è il rapporto con loro, ti seguono, t'incoraggiano?

“i miei genitori come dicevo prima mi hanno sempre supportato e per me sono stati disposti a fare grandi sacrifici. Sono fortunata per questo. Mi sento una persona molto amata. L’amore dei miei genitori non è fatto solo di parole ma di azioni e di sacrifici. Avrebbero potuto non capire. Invece non solo l’hanno fatto, mi hanno anche appoggiato sempre e comunque.”

Progetti futuri?

“Per il futuro mi auguro di prendere sempre ogni giorno quello che verrà. Certo non nascondo che il mestiere che vorrei fare da grande è la musicista. Anche se ho scelto il liceo scientifico, perché avrei in programma di studiare ingegneria una volta finito le superiori. Nel frattempo prendo quello che di meraviglioso mi arriva senza grosse pretese. Io studio. Continuo a studiare. Continuerò a studiare sempre. Perché c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire. E mentre studio nella mia mente continuo a dar spazio a questa musica che nasce spontanea dentro me, semplicemente perché sono nata così e sono contenta che nessuno mi abbia mai chiesto di essere diversa da me stessa.”

Se sentirete a Fermo e dintorni un pianoforte che regala suoni, chiedetevi chi sia...oppure rimanete ad ascoltare senza pensare.
Grazie Asia
https://www.facebook.com/jacdibattista/


di Marco Squarcia
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 29-07-2018 alle 12:46 sul giornale del 30 luglio 2018 - 1927 letture

In questo articolo si parla di musica, attualità, pianoforte, cile, talento, sogni, articolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aW5k





logoEV
logoEV