Vivere le storie: Rossella Falzetta

11/07/2018 - Una nuova tappa per conoscere i personaggi della nostra bella provincia, è la volta dell'avvocato con la passione per la natura.

Rossella è nata al mare, lo ama ma non ne sente troppo la mancanza come avviene con la montagna. Sì perché la mamma originaria di Amandola, l'ha sempre portata nel paese ai piedi dei Sibillini dove è cresciuta e così l'amore è sbocciato fin da subito.
Ma andiamo con ordine. Chi è Rossella?
Avvocato nel ramo civile. Periodicamente consegue degli aggiornamenti che le permettono di specializzarsi ancora di più nel settore del Diritto dell’Arte e Diritto dei Beni Culturali. Argomento che ci apre delle porte infinite.
“Ho preso quella specializzazione perché è un punto d'incontro tra passione e lavoro. Se mi chiedi perché ho deciso di fare l'avvocato, ti rispondo perché sono del segno della bilancia- scherza- . In realtà ho avuto sempre quest'idea fin dal liceo, avevo scelto cosa fare e non ho avuto problemi a seguire la mia strada.”
E quel ramo in particolare?
“Perché volevo fare qualcosa di utile e che mi desse soddisfazione, così' dopo la laurea a Bologna son tornata giù e mi sono aggiornata.”
Rossella oltre all'hobby della pesca che pratica da più di vent'anni, senza uccidere i pesci ma rigettandoli NEL FIUME, ne ha un'altra che da tempo la riempie di soddisfazioni: il FAI.
Il FAI (Fondo Amb
iente Italiano) nato nel 1975 si occupa della salvaguardia, della conservazione e della valorizzazione del patrimonio artistico, culturale e paesaggistico della nazione.
“L'amore per la mia terra, per la natura, per il sociale, mi hanno spinto verso il FAI di cui sono stata segretaria provinciale a Fermo per diversi anni. Qui il lato umano è molto importante, cosa che non ritrovo nel mio lavoro dove spesso mi trovo a contatto con società e non persone. L'impegno nel FAI è tanto, ma tante sono anche le soddisfazioni. “
Nel FAI di Fermo ci sono più di quasi mille iscritti mi dice e la struttura di ogni Delegazione è composta da un Capo Delegazione e dai Delegati, dai volontari attivi e dai sostenitori.
“Non ci sono regole o vincoli, chiunque può entrarvi, basta essere molto curiosi e affezionati ai propri luoghi. Coi soldi delle iscrizioni il FAI restaura beni, li apre al pubblico e li conserva nel tempo.”
E poi da qualche mese...
“Sono stata nominata Capo Delegazione di Fermo. La ex Capo Delegazione Patrizia Marini Cirilli mi ha indicata ed io ho accettato volentieri l'occasione di rappresentare il territorio nelle varie manifestazioni. Un'occasione per fare rete.”
E il FAI come funziona qui a Fermo?
“Come tutte le altre Delegazioni in Italia. C'è un programma che si svolge tutto l'anno, attività peculiari come le Giornate di Primavera in cui apriamo dei siti che normalmente sono chiusi. Tutte le attività hanno obiettivi precisi che sono rivolti ai luoghi, alle persone e al valorizzare ciò che abbiamo. Bisogna far parlare i luoghi, la loro anima.”
I volontari sono formati sui territorio d'origine, girano molto e sono guidati dalla curiosità.
“Un esempio: l'anno scorso abbiamo organizzato “Montefortino nascosto”, un grande evento in zone del paese normalmente sconosciute e ci sono state più di mille persone curiose ed appassionate. Un gran successo.”
Il sisma non ha modificato le attività dell'associazione e anzi, ha incentivato tutti a salvaguardarli ed osservarli più di prima.
“Va sfruttato quello che c’è ancora e non va' visto tutto in modo negativo ma come leva per ripartire con serenità. Ovviamente sbloccare la parte amministrativa sarebbe importante. “
All'interno dell'organizzazione che vanta persone di ogni età dai diciotto anni in su , c'è la sezione Giovani che è molto attiva a Fermo e che organizza eventi come le caccie al tesoro o eventi per Instagrammer.
Ognuno può entrare avere un ruolo e proporre nuove idee e iniziative.
Progetti futuri?
“Organizzare più attività nella Valdaso e nelle zone interne dei Sibillini sicuramente. Attrarre ancora più persone e renderle partecipi di vivere in un luogo fantastico che prima di far apprezzare agli stranieri o agli ospiti, dobbiamo saper apprezzare noi.”
E Amandola?

“Ho scelto Amandola dove sto sempre quando non lavoro o non sono impegnata con il FAI, perché lì la vita è veramente slow, tutto è a portata di mano e sotto controllo. Trovo la pace dei sensi. La montagna ti coccola e ci sono persone e luoghi che hanno molto da dire”
Un appello esplicito, direi.
Grazie Rossella a te e al Fai per ciò che costruite e contribuite a mantenere dai Sibillini fino al mare.

Per info: https://www.facebook.com/FAIDelegazioneFermo/


di Marco Squarcia
redazione@viverefermo.it




Questo è un articolo pubblicato il 11-07-2018 alle 18:07 sul giornale del 12 luglio 2018 - 2141 letture

In questo articolo si parla di ambiente, attualità, natura, fai, amandola, paesaggio, articolo e piace a squazo87

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aWvq