Fermo: Contro il razzismo, per non dimenticare

11/07/2018 - Un tema sempre attuale, doveroso da rammentare

Lo scorso 5 luglio è stato celebrato il secondo anniversario della morte del rifugiato nigeriano Emmanuel Chidi Namdi.
A tal proposito, il Comitato 5 Luglio, costituitosi proprio in seguito ai fatti di Via XX Settembre, lo ha ricordato con una manifestazione organizzata al Piazzale del Girfalco.
Una rassegna alla quale hanno aderito molteplici associazioni, sindacati e partiti politici e che ha permesso di creare un momento di riflessione sulle tematiche del razzismo e della xenofobia.
“Vuole essere al tempo stesso un momento di festa e di restituzione di memoria” - commenta Alessandro Fulimeni, coordinatore dei servizi Sprar del territorio, ricordando come Emmanuel sia stato vittima di un atto conclamato di razzismo.
Dello stesso filone di pensiero anche Giuseppe Buondonno: “Dobbiamo ricordare ciò che è successo veramente e che è stato acclarato dalla magistratura: riteniamo che dire questo non significhi affermare che l'intera città sia razzista, è un ritornello sciocco che si sente troppo spesso. Nessuna città è razzista ma tutto il Paese rischia di diventarlo se non c'è una reazione anche in termini di giustizia sociale”.
Questo, dunque, il fulcro, la principale preoccupazione degli organizzatori: in un periodo storico in cui si è venuto a creare un clima generale pericoloso e preoccupante, ove, riportando le testuali parole di Fulimeni “è saltata l'interdizione morale nei confronti di sentimenti razzisti e xenofobi” e, quindi, c'è bisogno di una reazione a livello sociale, culturale e politico.
“Chiediamo a Fermo di mettere all'angolo le formazioni razziste perché questa storicamente è sempre stata una città solidale e vuole continuare ad esserlo” - sottolinea il coordinatore dei progetti Sprar.
Tante e importanti le testimonianze alternatesi sul palco del Girfalco, tra le quali quella di Kurosch Danesh, responsabile del dipartimento immigrazione della Cgil nazionale, Andrea Belardinelli, coordinatore del programma Italia Emergency, e Andrea Costa di Baobab Experience, oltre al messaggio scritto di Pietro Bartolo, medico di Lampedusa.
Inoltre, l'intrattenimento musicale, con le esibizioni di Baba Sissoko, uno dei massimi esponenti della musica etnica e jazz, e di Roberto Zechini, noto musicista locale anch'egli impegnato in particolare nella musica transnazionale.
Un'iniziativa, sottolineano gli organizzatori, la quale non si vuole rivolgere solamente a Fermo, ma a tutto il sud delle Marche, al centro negli ultimi anni anche di altri gravi episodi, come ad esempio quello di Macerata, nonché più in generale a tutta l'Italia: “Spesso c'è disinformazione su queste tematiche – evidenzia Alessandro De Grazia della Cgil di Fermo – e, per codesto motivo, noi vogliamo fare chiarezza, dire le cose come stanno, non parlare per sport, ma far capire davvero quale sia l'importanza dell'immigrazione”. “Abbiamo dato vita a questa rassegna – asserisce Buondonno - non nella città di Fermo, ma per la città di Fermo – aggiunge – perché siamo convintissimi che la stragrande maggioranza dei fermani sia composta da persone capaci di capire e individuare il pericolo che deriva dalla xenofobia e più in generale da un odio che sembra investire ogni sfera”.
Nessuna polemica, infine, con il Comune di Fermo dopo la questione, affrontata nell'ultimo consiglio comunale, relativa alla targa in memoria di Emmanuel, nel testo della quale non si fa nessun riferimento al razzismo.







Questo è un articolo pubblicato il 11-07-2018 alle 23:15 sul giornale del 12 luglio 2018 - 329 letture

In questo articolo si parla di attualità, articolo, Eleonora Boccuni

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