Amandola, inizia il restauro delle opere seicentesche

2' di lettura 23/05/2018 - Dalle indagini scientifiche alla conservazione e restauro delle tele.

Lo Studio approfondito, il Recupero, la catalogazione, la manutenzione e restauro dei dipinti della città di Amandola proseguono senza interruzione . Presso il laboratorio allestito al 2° piano della Ex Collegiata, nel Comune di Amandola, i tecnici dell’Università di Urbino, guidati dal professor Pisani, hanno dato inizio alla seconda fase degli studi in attesa del completamento dei lavori di realizzazione di un deposito/museo di opere d'arte salvate dal sisma.

A seguito dell’impegno dell’Amministrazione Comunale e delle iniziali autorizzazioni concesse dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali della Regione Marche, si è passati insieme alla collaborazione con le università di Urbino e Camerino dalle indagini scientifiche al restauro vero e proprio. Grazie alle informazioni acquisite tramite macchinari ad infrarossi, ora il Professor Pisani, docente presso l’Università Carlo Bo di Urbino, ha potuto intraprendere il lavoro di conservazione e restauro delle opere seicentesche, intitolate “San Michele e Tobiolo” e “Sant’Agata”, che prima degli eventi sismici erano contenute nella Chiesa di San Francesco e nella sede comunale.

La prima opera, presa in considerazione, raffigura “San Michele e Tobiolo” ed è stata sottoposta ad un “consolidamento puntuale”. Questa precisa fase consiste nel fissare la colorazione, poichè in diversi punti la pellicola pittorica non era ben coesa alla tela. Usando una soluzione collosa, composta in parte da acqua e pelle di coniglio, il Professor Pisani ha consolidato in modo particolare i margini del quadro che presentavano diverse lacune di colore. Quest’ultime sono dovute, molto probabilmente, al fatto che in passato il bordo dell’opera è stato ripiegato al momento del cambio del telaio. Dove il consolidamento puntuale non è stato sufficiente, il prof Pisani ha effettuato prima uno stuccamento e per poi passare alla reintegrazione pittorica, così da ridurre la lacuna. Con l’ausilio di soluzioni acquose e miscele solventi, il restauratore procederà anche con il test di pulitura della pellicola pittorica. Infatti, come ha spiegato il Professor Pisani, in passato l’opera era protetta con una verniciatura composta da resina naturale e con il passare degli anni tale resina è ingiallita, facendo perdere alla tela il suo vero colore. Quindi, nel momento in cui viene rimosso questo strato di resina, il dipinto riacquisterà la sua colorazione originale. Verrà anche creato un nuovo telaio, visto che quello su cui poggiava non era originale, ma dalle misure probabilmente era stato destinato ad un altro dipinto.

I lavori, iniziati nella seconda settimana di Maggio, termineranno all’incirca a fine Giugno, così i cittadini amandolesi potranno di nuovo apprezzare ed ammirare queste meravigliose tele presso la ex Collegiata nell’istituendo museo d'arte , che rappresentano un tesoro da valorizzare per l’arte di questa Città e del suo territorio .






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-05-2018 alle 06:18 sul giornale del 24 maggio 2018 - 835 letture

In questo articolo si parla di attualità, amandola, Comune di Amandola, sisma, restauro opere seicentesche

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aUQf





logoEV