L'interprete sordo: intervista a Riccardo Ferracuti

2' di lettura 09/05/2018 - Quarta e ultima parte.

6) Lei ha frequentato la Gallaudet University negli Stati Uniti, l'unico ateneo al mondo in cui i corsi si tengono interamente in Lingua dei Segni. Si potrebbe ipotizzare una realtà simile nel nostro paese?

https://youtu.be/RHSsDmyT-DE (risposta in LIS)

La Gallaudet è unica nel suo genere perché tutti gli studenti sono sordi ma ci sono docenti udenti, impiegati e altro personale udente che ha dovuto imparare la Lingua dei Segni. Alcuni l’hanno imparata bene, altri dopo venti anni segnano ancora in modo un po’ strano. Io li guardo e mi chiedo: sono venti anni che stai qui e ancora segni in questo modo? Che ci stai a fare? Comunque, a parte questo, per comunicare e per avere accessibilità bisogna conoscere la Lingua dei Segni. La Gallaudet non è l’unica Università per sordi in America. Ne esistono altre. Ma lì parliamo di vera e propria integrazione e adesso mi spiego meglio. Alla Gallaudet ci sono varie facoltà: Psicologia, Audiologia, Storia, Interpretariato, Linguistica, Matematica, Geografia, Scienze, Chimica, Biologia, Studi Internazionali, Teatro, tutte accessibili ai sordi. Poi c’è anche il RIT (Rochester Institut of Technology), un istituto famoso in tutta l’America e scelto da molti poiché si studia alta tecnologia, computer e con una sezione riservata ai sordi, il NTID (National Technical Institut for Deaf), dove essi possono studiare e frequentare insieme agli udenti grazie alla presenza dell'interprete. Tutti gli udenti che qui si formano conoscono benissimo questa realtà e vivono la sordità in maniera del tutto naturale, imparano la Lingua dei Segni e ci sono corsi di Interpretariato. C’è una realtà simile in California, la CSUN, anche lì si impara la Lingua dei Segni e ci sono corsi di Interpretariato. Esiste poi la Community College dove i neodiplomati possono frequentare un corso propedeutico all’ingresso in Università che prevede anche lo studio dell’ASL. Questo accade in quasi tutte le Università, non solo alla Gallaudet. Una persona sorda americana ha molte possibilità di scelta, pensare questo in Italia sarebbe un sogno, non so quanto realizzabile. La vedo dura perché lo Stato non se ne occupa molto, il Ministero della Pubblica Istruzione non funziona bene e andare a chiedere una cosa del genere vorrebbe dire diventare fastidiosi come le mosche.


di Michele Peretti
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 09-05-2018 alle 21:37 sul giornale del 10 maggio 2018 - 2305 letture

In questo articolo si parla di cultura, articolo, Michele Peretti

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