L'interprete sordo: intervista a Riccardo Ferracuti

4' di lettura 07/05/2018 - Parte seconda.

2) Solitamente l'interprete è la persona che traduce tra due lingue vocali o tra una lingua vocale e una lingua segnica. Qual è invece il ruolo dell'interprete sordo e in quali contesti è chiamato a intervenire?

https://youtu.be/r9IV6Inz5Zg (risposta in LIS)

Il ruolo dell’interprete è quello di tradurre tra due diverse lingue: dal francese all’italiano, dallo spagnolo all’italiano, dalla LIS all’italiano o viceversa. L’interprete sordo ha lo stesso ruolo dell’interprete udente? Oppure è diverso? Vediamo. Ora provo a spiegare sulla base della mia esperienza di interprete professionista. L’interprete udente trasferisce il messaggio dalla L1 alla L2 cioè dall’italiano al francese, dalla Lingua dei Segni al vocale o viceversa. L’interprete sordo invece può tradurre in lingua internazionale. In realtà non può essere considerata una lingua a tutti gli effetti in quanto provvisoria. Si tratta infatti di un insieme di segni eseguiti in modo molto ampio e presi dalle varie parti del mondo, affinché tutti gli stranieri possano capirsi. In Italia ci sono tanti sordi che usano questo linguaggio internazionale ma la maggior parte degli interpreti sordi italiani traduce dalla LIS all’ASL e dall’ASL alla LIS. Ne conosco diversi e sono anche bravi. Purtroppo manca una formazione per interpreti sordi. Non ci sono corsi ma questo è un altro argomento che vedremo in seguito. Gli interpreti sordi traducono l’internazionale oppure per sordociechi. In Italia, purtroppo, questo tipo di interpretariato viene svolto esclusivamente dalle persone udenti. In America io uso la Lingua dei Segni tattile che però non è una lingua bensì uno strumento. La lingua che si usa in questo caso è sempre la Lingua dei Segni e viene molto usata anche alla Gallaudet. Esiste poi un’altra tecnica, la “Close Vision”, ossia un segnato eseguito proprio di fronte alla persona sordocieca quando magari devo spiegare la slide di un power point. Oppure abbiamo il “Tunnel Vision”, in tal caso l’interprete è posizionato lontano perché il sordocieco vede come in un tunnel. Di recente si parla anche di “Pro-tactile”. In questo caso l’interprete spiega cosa accade nella sala, è posizionato dietro alla persona sordocieca e la tocca sulle spalle o sul braccio. Se il sordocieco sta segnando e in quel momento tutti annuiscono, lui non può sapere se è stato capito oppure no, allora l’interprete alle sue spalle glielo fa capire mediante il tatto. Oppure se qualcuno fa una domanda, il sordocieco sa a chi rivolgersi posizionandosi nella giusta direzione. Il contatto può avvenire in vari punti della coscia ma non solo. Ad esempio lo scorrimento delle slide viene trasmesso mediante uno sfregamento sul braccio. L’interprete sordo può lavorare anche su un palco, posizione in cui in genere siamo abituati a vedere l’interprete udente. Invece adesso, sempre più spesso, l’udente si siede in platea e il sordo sul palco in modo che l’interprete udente segna una Lingua dei Segni esatta e l’interprete sordo la trasforma nella Lingua dei Segni locale. Si parla invece di “Mirror” quando ad esempio una persona in platea fa una domanda e tutti, anziché voltarsi, mantengono l’attenzione sull’interprete che la segna per il pubblico. In America l’interprete sordo viene chiamato sempre più spesso da enti pubblici perché è in grado di entrare in sintonia anche con quei sordi che conoscono poco l’ASL, che hanno dei problemi di comprensione, pur non essendo stupidi, così da poter instaurare una comunicazione efficace. Anche gli ospedali contattano interpreti sordi perché, in caso di grave incidente, la persona sorda potrebbe avere difficoltà a muovere le mani e l’interprete udente non è pronto a questo genere di interpretazione mentre invece l’interprete sordo è più veloce a capire. Lo stesso accade con i bambini. Se l’assistente sociale rivolge al bambino delle domande su argomenti delicati come la pedofilia o la violenza fisica, che possono incidere sul segnato del bambino, l’interprete sordo lo capisce subito cogliendone certe sfumature. Ancora di più nei tribunali dove prima venivano chiamati sempre gli interpreti udenti, adesso vengono chiamati soprattutto gli interpreti sordi poiché hanno una percezione visiva più veloce, dettagliata e se qualcosa non viene colto, sono pronti a ripetere. Tutto questo per dimostrare che il ruolo dell’interprete sordo tocca svariati ambiti. In Italia, ad esempio, si usa poco il servizio ponte mentre in America è attivo da anni, si chiama Relay Service Interpreting ma di solito sono gli interpreti udenti che svolgono tale servizio. Eppure se in video appare una persona sorda ubriaca, che ha tutto un modo particolare di segnare, oppure una persona sorda in preda al panico o sotto minaccia, ecco allora che l’interprete udente non sempre è all’altezza di capire certe dinamiche. In queste situazioni subentra l’interprete sordo che capisce subito se si tratta di violenza, minacce o altro. Da sette anni sono un interprete professionista certificato e posso svolgere il servizio di interpretariato per i sordi in tutta l’America.


di Michele Peretti
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 07-05-2018 alle 19:25 sul giornale del 08 maggio 2018 - 2914 letture

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