Vivere le Storie : La famiglia Bocci

6' di lettura 30/04/2018 - Saliamo verso Montefortino tra le montagne dei Monti Sibillini, dove lo scenario è da fiaba e la gente accogliente come da tradizione. Qui incontriamo Gloria Bocci e la sua famiglia che da anni accoglie i tanti visitatori che ogni domenica e non solo, affollano la nota meta religiosa.



Il Chioschetto nel bosco è un ristorante che Giuseppe Flammini ha realizzato negli anni cinquanta e che ha tenuto attivo per molti decenni, ma sono stati ora i suoi nipoti (Cristiano, Loriana e Gloria) a metterlo a norma nel 2010 e trasformarlo in un punto di ristoro a tutti gli effetti. La cucina è quella tipica marchigiana, col magico tocco di mamma Angela a fare da ingrediente fondamentale. Per non farsi mancare un investimento duraturo e un'opportunità, i fratelli Bocci hanno poi accettato l'offerta dei frati di prendere in gestione cinque anni fa, anche il vecchio hotel Ambro distante qualche metro. Un'edificio imponente, capace di contenere 11 stanze per gli ospiti e strutturato su più piani. Loro lo hanno trasformato in bar aperto tutto il giorno, ristorante disponibile per grandi eventi e cerimonie. In inverno lavorano soprattutto col Chioschetto, mentre da Maggio ad Agosto entrambi sono perennemente affollati di turisti. Mamma Angela si occupa del Chioschetto durante la stagione invernale, i figli dell'hotel- ristorante. Ma cosa facevano prima d'intraprendere queste duplici avventure?
Cristiano è enologo e lavorava in una cantina; Gloria per anni ha fatto la barista ad Amandola e lavorava anche nell'azienda Fonte Gallo che produceva acqua(chiusa ormai da anni); Loriana era operaia alla Merloni.
Vite diverse ma obiettivi che s'incrociavano negli stessi istanti e una forte appartenenza legata alla terra natia di Montefortino. Nei loro locali propongono anche prodotti della zona sibillina dell'entroterra, per aiutare e aiutarsi a vicenda dopo dei periodi difficili. Quali? Ovviamente e purtroppo, quelli legati al sisma.
“Ha fatto enormi danni non tanto a livello strutturale, quanto emotivo ed economico. Le nostre strutture hanno retto bene, ma le presenze si sono ovviamente azzerate. La chiesa lesionata ha creato parecchi disagi a tutti, fedeli e non e il flusso turistico si è fermato, “mi dice Gloria con una vena malinconica. Il peggio però è passato.
Ora si ricomincia a vedere un bel traffico di persone giungere fino ai piedi del Monte Castel Manardo e del Monte Priora, ma fino all'estate scorsa tutto stentava a decollare ancora. Eventi come il motoraduno annuale di Aprile, che proprio settimana scorsa ha registrato presenze record, non si è invece mai fermato. Il secondo santuario marchigiano per numero di presenze, ha bisogno di tornare a splendere con i tanti italiani che lo visitano, le funzioni religiose, i giochi di Frate Mago e quell'ambiente cristallino e unico, incastonato in una gola naturale.
Si potrebbe fare ancora di più, chiedo a Gloria?
“Forse qui manca la pubblicità, questo posto è puro e integro, il suo silenzio uno spettacolo.
Va valorizzato anche da chi lo vive e non si può dargli importanza solo dopo eventi come un terremoto. Il Santuario e tutto ciò che gli sta intorno, ci sono e ci saranno sempre.“
La presenza della corale “Madonna Dell'ambro” nata da un decennio, i ponti segnati col colore rosso sul calendario, la festa d'inizio Settembre che annualmente si tiene proprio nello spazio davanti la chiesa, richiamano gente e sono un punto fermo ma non basta.
Gli stranieri?
“Pochi in realtà, non sono mai stati un grosso numero, molti più italiani soprattutto da altre regioni. Gli stranieri forse non sanno che esiste questo santuario ed è un peccato. Anche se ora le messe vengono celebrate nella casa di legno, la nostra identità rimane intatta,” continua Gloria.
Progetti futuri?
“Difficile prevedere e guardare troppo in là, qui la terra trema sempre. Le paure ti corrono dietro ma noi non molliamo e speriamo di poter ricominciare da dove avevamo lasciato e portare qualcosa di nostro a questi luoghi, dando lavoro anche a t
anta gente che quassù come noi, vuole continuare a viverci”.
Si perché in estate soprattutto, decine di persone lavorano coi fratelli Bocci e sono spesso ragazzi dei paesi limitrofi (Amandola, Comunanza, Montemonaco, Montefortino stesso) che hanno così l'occasione di mantenersi anche negli studi e accrescere il proprio bagaglio culturale. I fratelli Bocci si sono anche inventati durante il periodo del sisma, varie feste che son servite ad alleggerire la tensione e l'ansia, provando per qualche ora ad azzerare i brutti pensieri.
Importante sottolineare che i percorsi naturalistici e la possibilità di effettuare passeggiate ed escursioni, è pienamente regolare e tutti i sentieri che dall'Ambro partono sono aperti.
“Noi non abbiamo mai chiuso, da quell'Agosto terribile del 2016 fino a oggi, abbiamo resistito e continuato tenere vivo questo luogo come meglio potuto. Ora col progetto della Carifermo, aspettiamo
Natale per celebrare la prima messa di nuovo nel vero Santuario ristrutturato. “
Si perchè son partiti a Marzo di quest'anno i lavori da un milione di euro, programmati dalla Carifermo e altri enti, per il recupero completo del Santuario danneggiato dal terremoto. L'obiettivo è riaprire a Natale.
Intanto è grazie a gente tenace come i Bocci, che la località ha conservato la sua immagine e quel silenzio, rotto fortunatamente di nuovo, da tante voci festanti.

Facebook: Hotel Ristorante Ambro , Il Chioschetto Nel Bosco

Passo tratto dal sito:https: //www.madonnadellambro.it/
"Dio è per noi un rifugio e una forza, un aiuto sempre pronto nelle difficoltà.”

[Salmo 46]

Perciò non temiamo se la terra è sconvolta,

se i monti si smuovono in mezzo al mare,

se le sue acque rumoreggiano, schiumano
e si gonfiano, facendo tremare i monti...



di Marco Squarcia
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 30-04-2018 alle 13:07 sul giornale del 02 maggio 2018 - 3152 letture

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