Vivere le Storie: Marilena e Cristina

15/04/2018 - In una società in cui è sempre più forte l'influenza femminile, vogliamo continuare a dar loro lo spazio che meritano. Per questo siamo andati addirittura a trovarne due stavolta, una coppia di amiche e colleghe affiatata.

(Nella foto di copertina sono con due studentesse partecipanti al progetto Alternanza Scuola-Lavoro)

Il loro laboratorio attuale si trova in Via delle Mura a Fermo, vicino al Pub Friends, ma la la loro storia inizia da molto
prima.

Marilena è di Porto San Giorgio dove vive, mentre Cristina è fermana doc.

Si sono conosciute anni fa dopo aver studiato all'istituto d'arte e poi all'accademia. L'incontro però

che le ha legate indissolubilmente, è avvenuto nella bottega del restauratore Renzo Luciani, dove

sono rimaste parecchio tempo come apprendiste a fine anni novanta.

Da lì hanno coltivato il sogno di mettersi in proprio e nel duemiladue è nata la società

Arterestauro, principalmente composta da loro due più Sonia, che però ha poi abbandonato per

entrare nel mondo della scuola. Hanno cambiato diverse “sedi”, fino a giungere dove sono ora nel duemilaundici.

Cosa fanno di preciso?

Ci divertiamo in un lavoro che ci piace immensamente e che abbiamo scelto di svolgere

innanzitutto, - mi dice Marilena- e ci occupiamo principalmente di pittura decorativa e restauro.

Il restauro conservativo è un'attività che definirei principale ( chiese, tele, affreschi e opere lapidee)e

ti cito a esempio il portale della Chiesa di San Francesco qui a Fermo, che abbiamo curato noi. Poi la

pittura decorativa, la laccatura di porte e mobili e piccoli lavoretti che riguardano casa e muri.”

Le trovo infatti impegnate entrambe a dei pannelli che sono diretti a Roma.

I generi che lavorano sono molteplici e vari, con stili che variano da commissioni a commissione.

Perché Arterestauro?

Il nome ci sembrava appropriato per far capire subito di cosa ci occupiamo senza destare

incomprensioni e così abbiamo unito l'arte, vera dominatrice di tutto quello che facciamo e il

restauro, che è l'altro elemento fondamentale per noi.”

Tra le opere che hanno compiuto, c'è il restauro dell’edicola Sacra di S. Alessandro a Fermo e molti palazzi nobiliari dei centri

storici di Fermo e Macerata, e in quest'ultima anche il palazzo della prefettura dove sono state consolidate le volte dipinte.

E' un lavoro che ci permette di avere anche spazio per gli hobby e la famiglia, anche se quando

abbiamo delle consegne impellenti, rimaniamo in laboratorio fino a tardi. Ma la passione è il

motore che ci manda avanti sempre, "conclude Cristina.

E le difficoltà ci sono?

Sicuramente come in tutto, la crisi si sente e anche in questo settore che definirei non essenziale, in

quanto le priorità che una persona mette in conto sono altre, si fa spesso fatica. Però quando un

lavoro è terminato, abbiamo tanta soddisfazione a ripagarci di tutta la fatica.”

E un lavoro mediamente quanto tempo vi porta via?

Dipende dalla tipologia, ma solitamente un lavoro che dura meno di uno o due giorni, non esiste. A

volte occorrono mesi per terminarne uno, pensa a un restauro di una volta o altro. I materiali devono

essere poi reversibili e facilmente asportabili. Capita che partiamo al mattino presto per

Jesi, Fabriano o Ancona e torniamo la sera, come capita che magari una sola di noi esca per un

lavoro e l'altra invece resta in laboratorio. Dipende dalle giornate e dalle richieste, ma di solito la

prima che prende la telefonata o legge la mail, segue il cliente. E poi siamo brave allo stesso modo e

quindi intercambiabili (scherza)! “

E partecipate a fiere, progetti con le scuole e altro?

Si qualche volta abbiamo partecipato a fiere. Mentre da qualche

anno collaboriamo con le scuole nel progetto Alternanza scuola -lavoro che ha portato da noi vari ragazzi

degli istituti d'arte. Restano con noi due settimane in media, otto ore al giorno e si rendono conto di

cosa vuol dire svolgere questo mestiere o almeno ne hanno un'infarinatura. Qualcuno sembra molto

interessato e magari potrà anche intraprendere la sua strada nel settore, altri sono un po' più

svogliati” passami il termine,"dice Marilena.

Ci piacerebbe però anche- prosegue Cristina- magari avviare dei progetti nelle scuole, andando dai

ragazzi a mostrare cosa facciamo. Gli studenti devono rendersi conto che in mestieri come questi ci

vuole tanta predisposizione manuale di base, creatività e tantissima pazienza. L'attenzione nel

percepire le proprie qualità, è fondamentale.”

E i clienti sono perlopiù italiani o anche stranieri?

Italiani soprattutto. Qualche straniero passa di qui, ma oltre ai complimenti, difficilmente ci

commissiona qualcosa.”

Progetti futuri?

Speriamo che il settore riprenda vigore e si possa tornare a qualche anno fa, quando il cliente

veniva da noi affidandoci un lavoro ed era interessato principalmente a una buona esecuzione e al risultato finale più che al preventivo. Oggi

è difficile anche contrattare una commissione e anche a causa del terremoto, alcuni lavori si sono bloccati e altri tardano a partire poiché siamo ancora nella fase di messa in sicurezza strutturale.

Per il resto non possiamo chiedere molto altro, visto che già facciamo ciò che ci

piace variando sempre l'attività e non annoiandoci mai; quindi....”

Marilena e Cristina: arterestauro e una passione sfoggiata a colpi di pennello.

Contatti: arterestaurofermo@gmail.com
Le trovate anche su Facebook nella pagina relativa


di Marco Squarcia
redazione@viverefermo.it






Questo è un articolo pubblicato il 15-04-2018 alle 10:40 sul giornale del 16 aprile 2018 - 1754 letture

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