Monte Urano, dove il jazz italiano suona con gli Abat-jour 5et

3' di lettura 23/03/2018 - Il fermano, e in particolare Monte Urano, pullula di talenti e artisti, specialmente nel campo della musica, come gli Abat-jour 5et, favolosa band jazz.

Sorrisi aperti, occhi che brillano, allegria. Questo è sicuramente l’effetto che fa la musica a chi non può fare a meno di viverla. Quando poi, come nel caso degli Abat-jour 5et, è associata ad un’amicizia che va avanti da anni, la musica diventa magia e adrenalina pura. La formazione nasce a Monte Urano nel 2009, dall’esigenza di omaggiare Nicola Arigliano, uno dei pionieri del jazz italiano, da tempo ingiustamente dimenticato dalla nostra società. Come spesso accede in questo Paese. Questa passione unisce i cinque componenti degli Abat-jour 5et, che non sono certo dei dilettanti allo sbaraglio. La band infatti si compone di cinque dei migliori talenti jazzistici del fermano. Tutti monturanesi, eccetto il contrabbassista, che proviene da Monterado. Sono tutti e cinque diplomati al conservatorio, chi a Fermo e chi a Pesaro e, come dicevamo prima, sono innanzitutto cinque amici di lungo corso, uniti dalla voglia di fare buona musica.

A questo punto andiamo a conoscere dello specifico i componenti degli Abat-jour 5et.

Il front man del gruppo è Carlo Piermartire, voce, trombone e arrangiatore della band. Una persona pignola e perfezionista in sala prove, e altrettanto istrionica e divertente sul palco. La sua verve trascina anche il pubblico più glaciale, che non può resistere alla sua energia. Insieme a lui, da quasi dieci anni, ci sono gli altri quattro compagni di questo viaggio straordinario. Luca Giardini, capace di dare alla sua tromba e al suo flicorno colori sempre diverse, anche grazie all’uso sapiente che fa delle diverse sordine. Troviamo poi Gianmarco Polini alla chitarra. Un chitarrista dalla tecnica sopraffina e dalla rara capacità di essere delicato ed essenziale nei suoi accompagnamenti, ed energico quando si lancia in vorticosi soli. Il motore del gruppo è Manuele Montanari, detto Nestore. Una persona umile e garbata, ma allo stesso tempo trascinatore sul palco, dove con il suo contrabbasso sostiene e da corpo ad ogni armonia.

Ultimo, ma non per importanza, il giovane e pazzo Paolo Valentini, talentuoso batterista dalla rara delicatezza, ma dal ritmo sempre vivo e pulsante. Tutti e cinque insieme formano una band dal sound unico e dai toni retrò. Una suggestione musicale che riporta il pubblico ai fasti del jazz italiano degli anni ’50 e ’60. Anni in cui si cantavano le storie e si scherzava con sottile ironia sulla vita di ogni giorno.

Gli Abat-jour 5et hanno all’attivo moltissime date che li hanno portati a suonare in tutta la regione Marche. Da manifestazioni jazz ad eventi privati, dove sono sempre accolti da calorosi applausi e attestati di stima per il coraggio dimostrato nella scelta di un repertorio di non facile esecuzione. La loro bravura riesce a far amare questi brani poco conosciuti alle nuove generazioni, anche ad un pubblico giovane. La band ha inoltre all’attivo la presenza alla seconda edizione del concorso Il mio canto libero, tenutosi a Corridonia nel 2011. In questa occasione hanno presentato due inediti di Carlo Piermartire: Non partir e La discesa, con i quali hanno ottenuto il secondo posto e il premio della critica.

È possibile seguire gli Abat-jour 5et attraverso la loro pagina facebook ufficiale, in cui saranno comunicate le date che li vedranno impegnati nella nostra regione. Un altro talento proveniente dal fermano, e che è motivo di orgoglio per la cittadina di Monte Urano.


di Giuseppina Gazzella
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 23-03-2018 alle 06:00 sul giornale del 26 marzo 2018 - 2904 letture

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