Osteoporosi: "ladro silenzioso"

3' di lettura 23/03/2018 - Nel mondo sono circa 200 milioni le persone affette da osteoporosi. Solo in Europa, USA e Giappone, l'osteoporosi colpisce più di 75 milioni di persone.

L'osteoporosi si definisce come "una malattia sistemica dello scheletro, caratterizzata da ridotta massa minerale e deterioramento microstrutturale del tessuto osseo, con conseguente aumento della fragilità dell'osso e maggior rischio di fratture". Il rischio di arrivare all'osteoporosi è il risultato della combinazione di tre fattori:
- il "picco di massa ossea", il nostro capitale osseo raggiunto intorno ai 25-30 anni;
- la velocità con cui procede la perdita di massa ossea che inevitabilmente inizia fra i 40 e i 50 anni, e in particolare, per le donne, a partire dalla menopausa;
- la durata di questa perdita, che ovviamente dipende dalla longevità dell'individuo, e che nelle donne è tanto più lunga quanto più la menopausa è precoce;
Un corretto programma di prevenzione - basato su una dieta corretta e su una regolare attività fisica - può modificare sensibilmente i primi due fattori e ridurre significativamente i rischi di fratture ossee da osteoporosi. L'osteoporosi è una malattia difficile da riconoscere: il più delle volte non dà nessun segno. Definita il "ladro silenzioso" perché ruba per anni, senza farsene accorgere, il calcio del nostro osso. Solo in alcuni casi, l'osteoporosi può accompagnarsi a dolore osseo, che però spesso si confonde e si associa con i dolori determinati da un'altra malattia molto frequente negli anziani: l'artrosi. Il dolore legato a queste due patologie è comunque abbastanza diverso. Infatti nel caso dell'artrosi il dolore compare, nelle articolazioni colpite, soprattutto la mattina quando ci si alza dal letto, oppure dopo un certo periodo di immobilità (es. dopo aver passato un certo tempo sdraiati o seduti in poltrona), e tende a ridursi o scomparire con la ripresa del movimento. Invece il dolore dell'osteoporosi è un dolore o senso di pesantezza alla schiena (in genere nella regione lombare) che compare dopo che si è stati a lungo in piedi, e scompare rapidamente sdraiandosi. A una certa età bisogna valutare la propensione individuale all'osteoporosi analizzando i propri "fattori di rischio". In particolare, è importantissimo che questa valutazione venga fatta, meglio se con l'aiuto del medico, da tutte le donne che si avvicinano alla menopausa, specie se non si sono mai preoccupate prima della prevenzione dell'osteoporosi. In presenza di fattori di rischio, o comunque verso i 65 anni, è consigliabile sottoporsi a una misurazione della propria "densità minerale ossea" con la MOC. La MOC DXA è oggi considerata l'esame più attendibile per la diagnosi di osteoporosi. Una persona con osteoporosi, in particolare se ha già avuto fratture, deve assolutamente seguire (o iniziare) una terapia farmacologica per l'osteoporosi: in tali casi un'alimentazione ricca di calcio, l'attività fisica e magari un supplemento di calcio e/o vitamina D non bastano più. Occorre aggiungere anche un farmaco capace di riportare il metabolismo osseo verso l'equilibrio fra riassorbimento e formazione.


di Ivana Esposito
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 23-03-2018 alle 19:03 sul giornale del 24 marzo 2018 - 763 letture

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