Montegiorgio: Il 10 marzo al Teatro Alaleona "Il Misantropo" di Molière firmato da Monica Conti

2' di lettura 05/03/2018 - Un cast d’eccezione con Roberto Trifirò, che dopo aver interpretato negli scorsi anni il signor Paolino nel classico di Pirandello, e il poeta Trisottani ne Le Intellettuali, si misurerà con il personaggio di Alceste, accompagnato da Davide Lorino nel ruolo di Filinte e Flaminia Cuzzoli nel ruolo di Célimène.

“La ballata dell’essere umano” potrebbe essere il titolo di questo nuovo incontro tra Monica Conti e Molière, a conclusione di un ciclo di spettacoli (L’uomo la bestia e la virtù e Le Intellettuali) fondato sulla necessità di ripresentare testi classici passando attraverso il corpo dell’attore con allestimenti basati sull’energia e sulla dinamicità delle relazioni.
Un cast d’eccezione con Roberto Trifirò, che dopo aver interpretato negli scorsi anni il signor Paolino nel classico di Pirandello, e il poeta Trisottani ne Le Intellettuali, si misurerà con il personaggio di Alceste, accompagnato da Davide Lorino nel ruolo di Filinte e Flaminia Cuzzoli nel ruolo di Célimène.
Il Misantropo è il proseguimento di un lavoro che non si basa sui fasti della messinscena, ma si concentra principalmente sul lavoro dell'attore in relazione ai temi del testo. Temi che in Molière, si possono ricondurre principalmente a una disperata - e allo stesso tempo comica, perché irraggiungibile - aspirazione all'armonia. Ne è un esempio il precedente lavoro su Le Intellettuali dove i personaggi sono considerati o rozzi o letterati, senza raggiungere mai un equilibrio tra le esigenze dello spirito e quelle del corpo.
Ne Il Misantropo invece o si decide di accettare il “Teatrino del Mondo”, accogliendone le ipocrisie e le stupidità, ma anche le calde relazioni umane, o si è fuori dai giochi, confinati a solitudine e autoemarginazione, in una ridicola e nevrotica rincorsa alla purezza.
Per questo motivo Alceste non è un eroe tragico o romantico, ma tragicomico perché infelice, disorientato e violento. È uno spettatore passivo della vita, talmente scontento da rimanere immobilizzato a causa del suo avvilimento. Assi portanti della ricerca registica e del lavoro attoriale sono l’indagine sugli stati d'animo -non in chiave psicologica ma tipologica-, le relazioni, le situazioni , i sotto-testi e la musica. Già in Le Intellettuali musicalità e ritmo nei dialoghi hanno costituito materia d’indagine.
Nel Misantropo prosegue questo lavoro, teso a dare rilievo al ritmo e al suono non come forme estetiche, ma come forme di espressione dell'inconscio.
Il MISANTROPO di Molière regia e adattamento di Monica Conti con (in ordine alfabetico) Stefano Braschi, Monica Conti, Flaminia Cuzzoli, Davide Lorino, Stefania Medri, Giuditta Mingucci, Antonio Giuseppe Peligra, Nicola Stravalaci, Roberto Trifirò
scene Andrea Anselmini
disegno luci Cesare Agoni
costumi Roberta Vacchetta
aiuto regia Carlotta Viscovo, Jacopo Angelini
Produzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-03-2018 alle 15:52 sul giornale del 06 marzo 2018 - 513 letture

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