Vivere le storie: Sonia Trocchianesi, la poetessa-operaia di Fermo

28/01/2018 - Il territorio è pieno di pensatori, di sognatori, di gente appassionata. La nuova puntata che narra delle persone e delle loro vite, ci porta a Fermo a trovare Sonia e le sue poesie.

Incontro Sonia al Green Bar di Fermo, sorridente come sempre e con un mare di onde nei capelli.

Davanti ad un cappuccino iniziamo a parlare più di me che di lei e accomunati da passioni comuni, c'inoltriamo in discorsi aperti a riflessioni varie.
Una di queste è il come sia possibile che sia arrivata a fare ciò che fa.
Lei abitava con la famiglia al Crocifisso nelle campagne di Fermo, ha frequentato le medie e visto il periodo che obbligava a fare sacrifici, è dovuta andare subito a lavorare in fabbrica.
A quei tempi stava già percorrendo due percorsi distinti: quello della vita reale e in parallelo, dentro se stessa.
Scriveva già fin dalle elementari in modo compulsivo, lettere e poesie che non faceva leggere a nessuno. Anzi a casa quando la sapevano chiusa in camera, le dicevano:
“E’ una fissazione questo scrivere!”.
Altri tempi, altre mentalità e certo, altri bisogni.
“Non li accuso per questo, in fondo li capisco. Vi erano altre priorità e un genitore pensa sempre al bene del figlio, inteso in modo complessivo non solamente riferendosi a cosa gli piace davvero”, mi dice Sonia.
Oggi è sposata, ha due figli grandi e ha cambiato lavoro.
Ha sempre scritto in questi anni con lenta evoluzione.
La gente spesso le chiedeva dove poter trovare le sue Poesie, se ci fosse un suo libro in circolazione.
Lei ci pensava ogni volta: “Un libro io? Impossibile!”
Invece nel 2013 il piccolo sogno si è realizzato: una modesta raccolta dal titolo QUARANTA PERLE.
Ci prende gusto, due anni dopo esce CENTO PEZZI DI CUORE.
E poi, primi posti e menzioni d'onore in vari concorsi hanno rafforzato in Sonia il suo crederci, crederci sempre.
“La cosa più bella di questa esperienza sono i tanti posti che ho girato nelle varie manifestazioni e le tante persone che ho incontrato per questa strada. Tanta, tanta gente che ha arricchito la mia vita.
Le mie Poesie sono arrivate al Castello di Rocca Imperiale, a Palazzo Vecchio a Firenze e in tanti paesi della nostra regione.
E scusate se è poco, anche sul Resto del Carlino e al nostro meraviglioso Teatro dell’Aquila.
Ad ogni annuncio di un piccolo riconoscimento ci piango, non mi sembra vero e al primo premio a Falconara Marittima ho avuto un’emozione incredibile…”
Progetti futuri? le chiedo.
“Niente di preciso, scrivo. E cerco di arricchirmi.
Seguo un corso di cultura e poesia col poeta Umberto Piersanti e sono in formazione continua, quella che non ho avuto dalla scuola a tempo dovuto”
E i racconti? Le domando ancora.
“Ne ho scritti anche belli dicono, ma preferisco la poesia, sono più portata verso di essa.”
Scherzando su tutto arriviamo alla natura e allora nel discorso, ci entra bene una domanda che mi balza in testa di farle: e se fossi un animale, che animale saresti?
“Mi piace identificarmi nella farfalla.
A quasi cinquant'anni mi son permessa il lusso di uscire dalla crisalide e mettere le ali…”
Chiudiamo qui la chiacchierata, finendo il cappuccino sul tavolo.
Con la folta chioma che la contraddistingue per tutta Fermo, Sonia mi saluta con un abbraccio e un grande sorriso.


Che strani questi Poeti!
Scrivono della tristezza e si vestono di sorrisi…


https://www.facebook.com/sonia.trocchianesi


di Marco Squarcia
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 28-01-2018 alle 11:00 sul giornale del 29 gennaio 2018 - 2149 letture

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