Caritas di Sant’Elpidio a Mare: un anno al servizio dei più deboli

19/01/2018 - Don Enzo Nicolini, parroco della chiesa di Sant’Elpidio Abate, ci apre le porte della Caritas di Sant’Elpidio a Mare e ci mostra il grande lavoro che è stato fatto e che viene portato avanti ogni giorno.

In una giornata ventosa, Don Enzo ci accompagna nei locali della Caritas di Sant’Elpidio a Mare, siti in Via Adige 39, e ciò che colpisce immediatamente è la pulizia che ci circonda. Ambienti ordinati e attrezzati in modo impeccabile. Le cucine, dove tre volontarie stanno preparando il pranzo, sono attrezzate come quelle di un ristorante. Gli spazi sono ampi e di grande respiro, e ogni cosa viene preparata nel rispetto delle norme igieniche vigenti.

I servizi, nuovi, sono pulitissimi e dotati di docce, oltre all’accessibilità per i disabili. La sala mensa è curata ed accogliente, così come lo spazio dedicato alla preghiera, senza distinzione di religione, a dimostrazione che la Caritas è accoglienza e solidarietà per tutti. Una parte delle stanze è dedicata allo smistamento e alla consegna di abiti, biancheria e scarpe usati, ma anche di giochi per bambini e ogni altro bene che la cittadinanza dona in favore di chi è più bisognoso. Anche qui si resta colpiti dall’organizzazione, dall’ordine e dalla pulizia. I circa 60 volontari che collaborano con la Caritas sono perfettamente coordinati e in grado di guidare l’organizzazione in modo impeccabile. Dopo aver visitato tutti i locali chiediamo a Don Enzo di raccontarci la storia della Caritas di Sant’Elpidio e di chi la frequenta, per avere un’idea delle storie che passano attraverso quelle mura.

“Non può esserci una parrocchia senza la Caritas – inizia Don Enzo – così, dopo la sistemazione della chiesa e dell’Oratorio, la parrocchia di Sant’Elpidio Abate ha deciso di trovare una sistemazione migliore ai locali Caritas, che prima si trovavano a centro della città. Nel 2013 è stato quindi acquistato lo stabile in cui ci troviamo ora, che prima era adibito a ferramenta. La parrocchia ha acceso un mutuo, ed ha acquisito questi 450 mq di locali interni, più i 2000 mq di piazzale esterno.” Don Enzo, con un po’ di commozione, prosegue raccontandoci come si è arrivati all’inaugurazione della Caritas di via Adige, nel 2014. “Tutta la ristrutturazione, la messa a norma, e l’acquisto dei beni e delle attrezzature è stato possibile grazie a Mamma Lina, la mia mamma, che ha lasciato un fondo, prima della sua morte, da usare proprio per questo scopo.” Un luogo di solidarietà nato dall’amore, un punto di riferimento per quei cittadini che si trovano ad affrontare delle improvvise difficoltà che potrebbero gettarli ai margini della società. Alla Caritas invece si cura la dignità della persona, creando una vera e propria famiglia, in cui nessuno è considerato un peso. Tanti i servizi che vengono svolti dai volontari: il pranzo, tutti i giorni, domenica compresa, la distribuzione di frutta e verdura, di viveri e del vestiario. I volontari provengono dalle parrocchie di Sant’Elpidio Abate, di Santa Caterina, di Cascinare e di Casette d’Ete. Ogni giorno il pasto è composto da un primo, un secondo, due contorni, pizza, caffè e frutta. Tutti beni che gli ospiti possono anche portare via in vaschette di alluminio, per poterne usufruire a cena. Ogni giorno sono circa 20 i pasti che vengono erogati, grazie anche all’aiuto di privati cittadini e di attività commerciali, come la Forneria Totò, che Don Enzo ci tiene a ringraziare per il sostegno e l’attenzione che questa attività, nella persona di Cristina, dimostra verso la Caritas.

“All’inizio erano soprattutto gli stranieri a rivolgersi a noi – spiega Don Enzo – ma col tempo si sono avvicinati sempre più italiani. Soprattutto padri separati, single o persone che hanno perso il lavoro.” Per usufruire dei servizi della Caritas, che aiuta anche nel pagamento di bollette o mutui, grazie anche al sostegno della Fondazione Della Valle, che stanzia fondi per le Caritas Diocesane, destinati solamente e tassativamente al pagamento delle pendenze degli utenti, occorre lo stato di famiglia e il modello Isee. Anche i parroci delle quattro parrocchie sopracitate aiutano con un’autotassazione mensile di cento euro.

“Giovedì 11 gennaio il nuovo vescovo, Rocco Pennacchio, ha visitato questi locali e mangiato con noi – dice Don Enzo – sono orgoglioso di tutto questo, perché la dignità della persona deve essere sempre al primo posto, qualsiasi cosa accada nella sua vita.”


da Giuseppina Gazzella
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 19-01-2018 alle 05:47 sul giornale del 20 gennaio 2018 - 2401 letture

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