Vivere lib(e)ri: Il dito magico di Roald Dahl

2' di lettura 17/01/2018 - Cosa può fare una bambina con le dita della propria mano? O meglio solamente puntando l'indice?

Una bambina di otto anni, di cui non conosciamo il nome, vive in un non precisato villaggio della campagna inglese e ha un potere straordinario: un dito magico, che punta contro le persone che la fanno veramente arrabbiare. In quei momenti, quando vede tutto rosso e le viene improvvisamente un gran caldo dappertutto, dal suo dito indice si sprigiona una specie di lampo, come qualcosa di elettrico, che mette invariabilmente il malcapitato di turno in una situazione veramente bizzarra. È un dono che la bambina possiede sin dalla nascita e che non riesce mai a controllare: è più forte di lei, se assiste ad ingiustizie o ne è lei stessa vittima, oplà, il suo dito magico spunta fuori e colpisce, con conseguenze imprevedibili. Come quella volta che la povera maestra, la vecchia signora Winter, per aver messo in castigo la bambina, si è vista spuntare un bel paio di baffi sul viso ed un’enorme coda cespugliosa dal vestito.
Oppure ciò che accade alla grande famiglia Paper, rea di cacciare avidamente gli animali sparando loro con il fucile.

E se le parti s'invertissero? Cosa accadrebbe cambiando visuale?
Il libro dello scrittore inglese scritto nel lontano 1966, ha uno stampo chiaramente ambientalista e naturalista. Soprattutto però vuol portare i giovani lettori a riflettere sulle azioni che si compiono, sulle scelte e le conseguenze. Dipende da noi, da chi siamo e cosa vogliamo fare. Descrive una situazione capovolgendola dalla parte del più debole, in questo caso le papere. Lascia ai bambini o ragazzi, un'ancora di salvezza a cui aggrapparsi per capire il valore di ciò che si fa.
Storia semplice ma dal grande risvolto cognitivo.
Da leggere e consigliare.


di Marco Squarcia
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 17-01-2018 alle 12:36 sul giornale del 18 gennaio 2018 - 639 letture

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