La Vita secondo Otto: puntata 8 "L'Ottavo re di Roma"

11/01/2018 - Rubrica tenuta da tal Otto Von Fuestenberg, signorotto dal sangue blu nato con due forti valori: quello della riservatezza e quello della saggezza. Nella sua quotidianità osserva il piccolo mondo intorno a lui, cogliendo i lati comici degli umani paradossi

Quella mattina il Signor Otto si svegliò presto ed uscì per la sua consueta passeggiata. Notò già a mezza strada un andirivieni di gente borbottante.
Ogni persona che incontrava sembrava indossare una corona dorata, e si lamentava di come gli altri, distrattamente, inquinavano il regno. Cartacce a terra, aiuole rovinate dalle deiezioni animali e parcheggi selvaggi di fronte ai portoni di casa.
"Di fronte a casa mia questo non si fa!" Otto ascoltò le litanie di uno dei tanti Re di uno dei tanti piccoli reami formato "casa", che si susseguivano per tutto il percorso. Ogni Re dettava le proprie regole, si sentiva padrone di decidere chi e in che modo poteva passeggiare di fronte alla sua proprietà, al proprio podere, tenuta, contea, ducato... a seconda del grado che si sentiva di avere.
Ebbene, le regole erano più o meno simili e si potevano riassumere con questi termini spiccioli: i cani non dovrebbero urinare da nessuna parte, il fumo di sigaretta crea danni e fastidio anche all'aperto, le auto vanno parcheggiate in posti desolati al fine di non opprimere alcun passaggio.
Uno dei Re uscì dal suo dominio per recarsi a sbrigare commissioni, e come per magia si trasformò: la sua corona scomparve appena voltato l'angolo e da monarca divenne un suddito, un plebeo, un comune cittadino. Il Signor Otto lo seguì distrattamente, passeggiando verso il solito bar per la solita colazione, quando si accorse di una faccenda: il nostro (ex) Re aveva appena gettato una cartaccia a terra, di fronte il cortile di un altro reame, ignaro delle regole che lui stesso aveva imposto.
Non sarebbe opportuno comportarsi da comuni cittadini, civili e attenti l'uno all'altro, invece che da reali in decadenza?
Il Signor Otto sapeva bene che i re di Roma erano soltanto sette, se l'ottavo non è mai esistito è perché l'aristocrazia senatoria aveva fondato la libera res publica, cacciando Tarquinio il Superbo.
Sarà un caso, si chiedeva il Signor Otto, se l'ultimo re di Roma si chiamasse "superbo"?

Otto Von Fuestenberg







Questo è un articolo pubblicato il 11-01-2018 alle 14:25 sul giornale del 12 gennaio 2018 - 394 letture

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