Vivere le storie: Serena Pochi, l'insegnante-scrittrice

02/01/2018 - Per la rubrica che ci porta a conoscere e raccontare le persone della nostra provincia e non solo, per iniziare l'anno nuovo abbiamo deciso di portarvi a conoscere Serena Pochi da Montegiorgio.

Ciao Serena, presentati e dicci cosa fai nella vita e quali sono le tue più grandi passioni?

Sono una insegnante di Montegiorgio e scrittrice per passione. E' difficile credere che un Ingegnere possa avere l'hobby di scrivere più o meno da sempre, ma in realtà è proprio così. La passione per la lettura e per la scrittura convive serenamente da tempo con la professione di docente alla scuola secondaria. Anzi, a dirla tutta, sono proprio questi aspetti ad aiutarmi a compensare il lato scientifico e matematico che prevalgono nella mia formazione. A tal riguardo c'è una frase tratta dal film "L'attimo fuggente" che mi piace riportare alla mente e che riguarda la dicotomia che esiste tra ragione e cuore: "Medicina, legge, economia, ingegneria sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento; ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l'amore, sono queste le cose che ci tengono in vita."

Be', credo che non ci sia niente di più vero.

Com'è nata la voglia di scrivere e chi ti ha spronato?
La passione per la scrittura si concretizza nel 2016 con il mio primo romanzo "Undici Anni", ispirato a un mio viaggio a New York datato 2005. Durante il periodo trascorso nella Grande Mela, ho avuto la fortuna di incontrare tanti amici e, da questa bellissima esperienza, è nata l'idea della trama del libro: due ragazzi che si incontrano nella metropoli e si perdono poco dopo, esattamente l'11 settembre a causa dell'attentato delle Torri Gemelle. Il romanzo concilia la mia inclinazione ai sentimenti con un'altra mia grande passione: quella per la storia. Nell'opera la vicenda d'amicizia tra i due personaggi s'intreccia con le vicende sociali, interpretate da diversi punti di vista. Ogni personaggio ha infatti il compito di impersonare alcune interpretazioni dell'evento storico.

Cosa hai pubblicato finora e con chi?

Bè c'è da dire che il mondo dell'editoria è come una giungla nella quale è molto difficile muoversi. E' per questo motivo che, dopo aver valutato attentamente tutte le proposte delle case editrici disposte a pubblicare "Undici anni", ho deciso di autofinanziarmi e di optare per il self-publishing.

Dicci qualcosa sull'ispirazione per i personaggi o per le varie vicende che racconti...

Sulla scia del primo romanzo, in meno di un anno, ho scritto di getto la mia seconda opera il cui primo titolo era "Uguali e opposti". C'è un collegamento tra i due romanzi. Un unione intima ma non immediata. Il finale aperto della prima opera lascia intuire che ci sia un prima e un dopo alla storia della protagonista. Sta al lettore capire quali siano i punti di contatto. Quando ho terminato di scrivere l'ultimo capitolo ho cominciato subito a concentrami sull'aspetto pubblicazione. La collaborazione con la casa editrice Delos nasce dall’incontro con Franco Forte che, dopo aver letto la prima bozza del romanzo mi ha proposto un incontro a Milano lo scorso febbraio. E’ così che ho avuto la grande opportunità di conoscere questo personaggio molto conosciuto nell’ambiente non solo come editore, ma anche come scrittore, curatore, sceneggiatore TV. Dopo una lunga chiacchierata in un ristorante del centro di Milano ne sono uscita con le pagine del manoscritto (piene di suggerimenti in rosso) e un gran mal di testa, tante erano le nozioni che mi frullavano nel cervello. Franco ha esordito così: “Hai scritto un buon romanzo, ci hai messo impegno, fatica. E’ stato come piantare un chiodo a mani nude. E ora hai le mani ferite, coperte di sangue. Bene, io ti darò il martello.” Da quel giorno mi si è aperto davanti un nuovo mondo e, cosa più importante, ho cominciato a leggere il romanzo con occhi diversi. La fase di correzione è durata quasi un anno. Sono cambiati i tempi verbali, la voce narrante, interi capitoli sono stati cancellati ed è cambiato il titolo. Tutto questo lavoro ha dato vita all'opera com'è oggi: "Al di là di noi".

Immaginiamo i tuoi allievi come saranno orgogliosi della propria professoressa. E progetti futuri vista la grande inventiva che dimostri, crediamo tu ne avrai già tanti.

I ragazzi mi riempiono di complimenti e per questo sono contenta, non è facile coniugare aspetto lavorativo e passione, ma se riusci a trovare l'equilibrio giusto, il mix è perfetto. Sui progetti futuri che dire, anche questo romanzo ha un finale aperto, una parentesi che dovrà chiudersi con un'altra storia: quella della mia prossima opera che è ancora in fase embrionale. Continuerò sulle orme dei primi due romanzi e sarà il tassello mancante del puzzle.

https://ilmiolibro.kataweb.it/utenti/302909/serena-pochi/



di Marco Squarcia
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 02-01-2018 alle 15:27 sul giornale del 03 gennaio 2018 - 3071 letture

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